Un nuovo test diagnostico per cardiopatie nei cani


Messo a punto nuovo test diagnostico per cardiopatie nei cani . Si tratta di un algoritmo in grado di identificare automaticamente la presenza di cardiomegalia dalle immagini radiografiche del torace del cane. Il nuovo test è stato realizzato da ricercatori di Diagnostica per Immagini dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico (O.V.U.D.) del Dipartimento di Medicina Animale Produzioni e salute dell’Università di Padova (MAPS). Anche nel cane, come nell’uomo, le patologie cardiache rappresentano una delle principali cause di morte. Quindi, la possibilità di poter diagnosticare precocemente la patologia, permette di applicare protocolli terapeutici capaci di rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della loro vita. Ma c’è un problema. Mentre per l’uomo la conformazione del torace è standard e quindi l’area da investigare è facilmente individuabile, nel cane non è così: il torace di un bulldog, di un barboncino, o di un bassotto è diverso da razza a razza.

Per quanto la cardiomegalia, uno dei segni radiografici più facilmente associati alla patologia, nell’uomo come nel cane, è un’ombra radiografica cardiaca più grande a causa di un aumento del volume o della massa del cuore per un ispessimento delle sue pareti o per dilatazione abnorme delle sue cavità. Ma nel cane, per le sue suddette caratteristiche morfologiche, l’interpretazione  della patologia è difficoltosa soprattutto per un veterinario non specialista che svolge attività ambulatoriale.

“Per sviluppare e testare questo modello diagnostico legato all’intelligenza artificiale – spiega Tommaso Banzato del MAPS e autore della ricerca pubblicata su The Veterinary Journal – sono state inizialmente recuperate tutte le immagini radiografiche del torace di cane presenti nell’archivio dell’O.V.U.D. e su di ognuna di esse è stato calcolato il “vertebral heart score” (sistema quantitativo per valutare le dimensioni del cuore del cane) classificandole come normale o affetto da cardiomegalia”. L’algoritmo messo a punto dai ricercatori si basa su sistemi di intelligenza artificiale utili ad analizzare le immagini ed è stato addestrato per riconoscere la cardiomegalia su una quantità di immagini radiografiche acquisite con l’apparecchio radiologico usato all’O.V.U.D. fino al 2018. L’algoritmo è stato poi testato su immagini acquisite con l’apparecchio radiologico in uso dal 2018 ad oggi. “Abbiamo verificato – continua Banzato – che l’algoritmo è capace di intercettare le anomalie cardiache, la cardiomegalia, con un’accuratezza di oltre il 92%. I risultati di questo studio, che rappresentano un’assoluta novità scientifica nella letteratura internazionale medico veterinaria aiuteranno il veterinario generico  che si occupa di animali da compagnia: l’intelligenza artificiale – conclude – ci dà la possibilità di creare strumenti sempre più efficienti nell’assisterlo nel suo complesso lavoro quotidiano”.

Ora i ricercatori stanno lavorando ad un miglioramento di questo strumento diagnostico in modo che possa diagnosticare automaticamente la presenza di altre lesioni toraciche (polmonari e pleuriche) nel cane e anche nel gatto.

Rita Lena

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