Spazio ai giovani nelle istituzioni europee

“E’ un buon momento per i giovani per entrare nelle istituzioni europee”: la frase di Francesco Tufarelli, Direttore generale del dipartimento per gli affari Regionali e le Autonomie che ha seguito per anni, a Bruxelles, i principali dossier economici, è una delle note incoraggianti venute dal quarto seminario formativo della serie “Quo vadis Europa?” che si è svolto nell’auditorium CNA il 31 ottobre, nella stessa data di quella che doveva segnare l’uscita senza accordo della Gran Bretagna dall’Unione europea.  E proprio la CNA, la Confederazione nazionale Artigiani, è stata la prima istituzione italiana ad aprire un ufficio a Bruxelles, come ha ricordato in apertura Giuseppe Vivace, direttore della fondazione ECIPA).

Al seminario formativo erano presenti 130 giornalisti, ai quali si sono uniti una ventina di allievi del Master di Giornalismo della LUMSA, accompagnati dal direttore della scuola, Carlo Chianura e dal loro tutor Paolo Ribichini. “Una professione – secondo Chianura – meno libera che in passato, che ha perso credibilità per una serie di fattori, tra i quali la frenesia con cui si lavora e che rende tutto meno accurato”. C’è bisogno di una serie di linee guida che vadano, per lo meno, dalla D di deontologia alla I di intelligenza artificiale – ha detto Chianura –  e c’è bisogno anche di individuare un punto di caduta, in questa professione, tra quello che è diventato vetusto e quello che darà lavoro.  “L’Europa – secondo Tufarelli – darà lavoro sia nelle istituzioni, nelle quali è in corso un passaggio generazionale, sia sui grandi obiettivi di sviluppo legati ad un’Europa, che ha messo le basi per un futuro più verde e più digitale”.

Un messaggio di ottimismo è venuto anche dal predecessore di Chianura alla direzione del Master Lumsa, Cesare Protettì (coordinatore, con il prof.Lino Saccà, del ciclo seminariale “Quo Vadis Europa?”), che nel suo intervento è partito dall’amarezza per il fondo di Eugenio Scalfari su Repubblica del 13 ottobre: “Il sogno perduto dell’Europa”. Il percorso dei seminari LUMSA, ODG, Rete del docenti Jean Monnet sull’Europa ha dimostrato, secondo Protettì, che questo sogno è ancora molto presente e che oggi ne sono portatori e interpreti, i paesi che per ultimi sono usciti dal giogo delle dittature  (Spagna e Portogallo) e i due paesi entrati per ultimi nell’Unione: Romania (1/1/2007) e Croazia (1/7/2013).

Il prof. Liviu Petru Zapartan, ambasciatore della Romania presso la Santa Sede e l’Ordine di Malta e titolare di una cattedra Jean Monnet ad personam presso  l’Università Babes Bolyay di Cluj Napoca– ed ormai presenza fissa ai seminari di “Quo vadis Europa?” – lo conferma ogni volta con interventi che sviscerano temi cruciali per l’Unione: il 31 è stato il tema della sussidiarietà, trattato di pari passo con quello delle competenze conferite all’Unione col Trattato di Lisbona: esclusive, concorrenti e di sostegno.

Nonostante qualche intoppo e frequenti battute d’arresto – ha ricordato il prof. Pasquale Lino Saccà, anche lui titolare di una cattedra Jean Monnet – il processo di cessione di sovranità da parte dei singoli Stati, iniziato  con la svolta di Maastricht è poi proseguito al Consiglio europeo di Nizza, dove però tutto si è arenato, anche per lo stop al Trattato per una Costituzione Europea. Saccà ha anche ringraziato Filippo d’Andrea (CNA) per la perfetta organizzazione della giornata e per l’accoglienza dei relatori.

E tuttavia, nonostante i venti di sovranismo e di Brexit (rinvita ora al 31 gennaio), dall’Unione non si torna indietro: “L’UE – ha detto Tufarelli , in totale condivisione di idee con Cristiano Zagari (Rapporti  europei ed internazionali) – sarà pure un’omelette mal digerita e pesante, ma non si può tornare alle uova”.

Di grande interesse è stata la presentazione fatta da Sabika Shah Povia del Rapporto annuale dell’ Associazione Carta di Roma su “La questione dei migranti e i corridoi umanitari”, nel quale sono state documentate palesi violazioni della Carta di Roma, in relazione alla corretta rappresentazione del fenomeno migratoria, alla percezione pubblica sovrastimata del fenomeno e alla terminologia usata per definire le persone che dall’Africa fuggono verso l’Europa.

Antonella Canini, professore ordinario di Botanica a Tor Vergata e direttore scientifico dell’Orto Botanico, ha presentato la città della conoscenza e dell’innovazione, un futuro prossimo di ricerca ed innovazione dell’Università di Tor Vergata. Dieter Schlenker, direttore degli Archivi storici dell’Ue, ha fatto il punto sugli Archivi che si stanno realizzando a Firenze, e Simone Cuozzo ha illustrato il contributo che al grande progetto possono dare anche piccole realtà come Antenna Europa e Aris notiziari.

Le conclusioni del seminario sono state affidate a Claudio Cappellini, responsabile delle politiche comunitarie della CNA che ha sottolineato che nell’Unione le politiche comunitarie vanno seriamente e assiduamente seguite da vicino, come fa da decenni la Confederazione.

I prossimi seminari di “Quo vadis Europa?” si svolgeranno alla LUMSA (Aula Magna) nei pomeriggi del 20 novembre (7 crediti deontologici) e del 18 dicembre (5 crediti): Iscrizioni sulla piattaforma SiGEF dell’ordine nazionale.

Ramona Calvino

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