Sciopero del clima, milioni di ragazzi un piazza

“I ragazzi stanno bene” verrebbe da dire, (titolo del film di Lisa Cholodenko), guardando le immagini della mobilitazione contro il cambiamento climatico che si è svolta oggi in tutti i paesi del mondo. “E’ bastato un fiocco di neve per scatenare una valanga”, ha detto una ragazza intervistata alla televisione.

Giovani in piazza per il clima

Quel fiocco di neve si chiama Greta Thunberg, 16 anni, ma ne dimostra dodici, che con la sua pacatezza e la sua determinazione ha letteralmente trascinato nelle piazze la “green generation”, milioni di ragazzi e giovanissimi di tutto il mondo,  mobilitati per  protestare contro l’interzia, l’indecisione e gli interessi del mondo degli adulti, che non si decidono a prendere decisioni serie per salvare il pianeta e per sollecitare i governi a far entrare l’emergenza ambientale nel dibattito politico.  


Greta Thunberg

Secondo il Global Environment Outlook (GEO-6), l’ultimo rapporto sullo stato del pianeta, firmato  da 250 scienziati di 70 paesi,  presentato all’ultima conferenza sul clima, che si conclude oggi a Nairobi, un quarto della popolazione mondiale muore prematuramente a causa dell’inquinamento dell’atmosfera e del degrado del suolo. Una situazione allarmante, alla quale concorrono, secondo gli esperti, anche altri fattori, come la deforestazione, gli sprechi alimentari e la produzione di rifiuti – il 56% viene dai paesi industrializzati, di questi 8 milioni di tonnellate sono rifiuti di plastica che  finiscono in mare – per ridurre  i quali occorrerebbe migliorare il riciclaggio e la gestione dei prodotti esauriti. Da non trascurare, l’impatto delle catene alimentari industrializzate e l’eccessivo consumo di carne.

 Per contenere l’aumento della temperatura entro 1,5° C (Parigi 2015 COP21), è stato valutato,  occorrerebbero 22mila milioni di dollari da investire per attuare  azioni di mitigazione degli eventi causati dai cambiamenti climatici. Per raggiungere questo obiettivo, secondo il rapporto, è necessario ridurre l’impatto ambientale con una migliore governance, pianificando l’uso del territorio e del verde e investendo nelle aree rurali per ridurre il fenomeno della migrazione.  Se non verrà fatto nulla per contenere le emissioni dei gas serra e mitigare in qualche modo i cambiamenti climatici già in atto, lo scenario al 2050  prefigurato dal GEO-6 sarà devastante per il pianeta e i suoi abitanti.

“Il cambiamento climatico è già tra noi, abbiamo guadagnato 1°C sulla temperatura media e la sfida non è più guarire dalla malattia, ma controllarne i sintomi”, ha detto Luca Mercalli, climatologo, che ha chiuso la manifestazione di Torino, in un suo intervento di oggi alla trasmissione televisiva Tagatà. “Dobbiamo evitare – ha aggiunto Mercalli –  lo scenario catastrofico che potrebbe portare a fine secolo a + 5°C la temperatura media terrestre, un valore enorme, che lascerebbe ai nostri giovani un pianeta invivibile. Siamo già in ritardo, ma tutti insieme possiamo  fare ancora  qualcosa per ridurre l’impatto ambientale  e i ragazzi  hanno capito questa urgenza. Sanno che quando saranno grandi il cambiamento climatico sarà, purtroppo, irreversibile”. Secondo Mercalli non è possibile una crescita infinita in un pianeta finito. Si può crescere compatibilmente con le risorse e facendo i conti con i fattori inquinanti, tenendo conto che più anidride carbonica immessa nell’atmosfera significa aumento della temperatura globale, scioglimento dei ghiacci ed aumento del livello dei mari che già  crescono ad un ritmo di 3 millimetri l’anno. “Si rischia di cambiare la geografia   del pianeta entro questo secolo. L’innalzamento delle acque degli oceani di un metro, previsto per fine secolo – sottolinea lo scienziato – significa milioni di profughi ambientali e instabilità geopolitica”. Secondo lo scienziato bisogna creare una coscienza ambientale puntando sull’informazione e spiegare cosa vale la pena  fare per salvare lo stato sociale, l’istruzione, l’assistenza sanitaria, i diritti civili,il cibo, l’acqua .”Forse siamo ancora in tempo ad evitare ciò che è superfluo  per salvare tutto questo”,  ha concluso Mercalli.
Rita Lena

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