Realizzato un cerotto intelligente che cura i coralli

Negli ultimi  50 anni le temperature in aumento e l’acidificazione delle acque costituiscono una seria minaccia per i coralli che  rischiano di scomparire.  Organismi indeboliti che sbiancano e  sono preda di batteri, funghi o protozoi,  epidemie paragonabili a quelle che, sulla Terra, colpiscono gli ulivi come la Xilella. Nel caso dei coralli si parla di  animali, che vivono in colonie di grandi dimensioni e che sono difficili da curare.  Ora, però,  l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova in collaborazione con il  MaRHE Center (Marine Research and High Education Center alle Maldive) dell’Università di Milano-Bicocca,  ha trovato un rimedio per curare i coralli: un cerotto intelligente,  basato sulle stesse tecnologie usate per l’uomo, e realizzato nei laboratori  Smart Materials dell’IIT.

 Secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports si tratta di un cerotto doppio strato che rilascia sostanze antisettiche e antiossidanti a base di acido ialuronico. Questi biocerotti vengono applicati sulla “ferita” del corallo per coprirla e curarla con le sostanze contenute nel primo strato e  rilasciate in modo controllato. Antibiotici, antibatterici, antifungini o altri tipi di farmaci a seconda del tipo di infezione. Il primo  cerotto viene poi sigillato con il  secondo strato (del cerotto) per impedire la dispersione delle sostanze curative e eventuali infiltrazioni di altri agenti infettanti. Per ora il dispositivo  è stato sperimentato per quattro mesi  in un acquario alle Maldive sull’Acropora muricata una specie di corallo minacciata di estinzione .

“Il cerotto – spiega Marco Contardi ricercatore  laboratorio  Smart Materials dell’IIT  – aderisce alla superficie del corallo  e dopo 4 mesi in mare, si è visto che  il corallo ha tollerato bene la sua  presenza insieme ai farmaci  ed è, addirittura, cresciuto sopra il cerotto.  Abbiamo osservato – continua –  che rispetto ad altri coralli, di un gruppo di controllo, è ricresciuto più velocemente ed ha sviluppato molte più punte. Un sintomo di benessere del corallo stesso”.

Il dispositivo sarà sperimentato prima in acquario poi su larga scala in ambiente naturale e potrebbe essere applicata anche su altre specie viventi.
Rita Lena

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