Quattordici videoclip per raccontare i vulcani

L’obiettivo del progetto dell’INGV  è quello di favorire una migliore comprensione dei fenomeni vulcanici da parte delle popolazioni esposte.

Realizzata dall’Istituto  Nazionale di Geofisica e Vulcanologia una collana di videoclip (doppiati in italiano dall’attore Leo Gullotta) per sensibilizzare gli abitanti di zone esposte maggiormente a rischio vulcanico. Presentati al Liceo Classico “Ennio Quirino Visconti” di Roma, i video sono stati girati nell’ambito del progetto internazionale VolFilm, finanziato dalla Banca Mondiale e patrocinato dall’Associazione Internazionale di Vulcanologia e Chimica dell’Interno della Terra (IAVCEI).

Presenti, oltre agli studenti del liceo Visconti, il Presidente INGV Carlo Doglioni, il Direttore Generale INGV Maria Siclari, Italo Giulivo del Dipartimento di Protezione Civile (DPC), il Presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV) Guido Giordano, il Segretario Generale IAVCEI Roberto Sulpizio e il Direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV Augusto Neri.

“L’INGV ha tra le sue missioni quella della divulgazione dei rischi e delle risorse naturali – ha spiegato Carlo Doglioni –  i vulcani sono l’espressione del respiro della Terra, sono elementi vivi della natura e rialimentano l’atmosfera, ma sono anche fonte di grande pericolo: conoscerli è il primo passo per difenderci”.

La pericolosità dei vulcani non dipende solo dai prodotti dell’eruzione che impattano sul territorio, ha ricordato Doglioni, ma soprattutto dagli insediamenti abitativi che nascono in zone ritenute ad alto rischio. Ad esempio, a Napoli, sulle falde del Vesuvio vivono 700mila abitanti, mentre sulla ampissima caldera dei Campi Flegrei, ci sono circa 300mila persone. Due vulcani  considerati  tra i più pericolosi al mondo. Secondo gli scienziati anche Roma sarebbe a rischio per la presenza del vulcano laziale dei Colli Albani, considerato attivo,  la cui ultima eruzione risale a 40mila anni fa. “L’Italia è una delle nazioni maggiormente esposte al rischio vulcanico, ha sottolineato Augusto Neri, curatore del progetto per l’INGV. “I vulcani italiani, in particolare quelli campani, costituiscono un potenziale pericolo per milioni di persone e quelli siciliani, Etna e Stromboli, sono tra i più attivi al mondo.

L’obiettivo del progetto – ha spiegato ancora Neri –  è quello di favorire, a livello globale, una migliore comprensione dei fenomeni vulcanici da parte delle popolazioni esposte, in modo da accrescere la conoscenza del rischio vulcanico, soprattutto nelle aree dove tale rischio è più alto o dove manca una memoria storica degli effetti delle eruzioni”.

Rita Lena

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