Primo veicolo israeliano verso la Luna

“Baressheet” (in principio) così si chiama il primo rover israeliano, e prima missione al di fuori dell’orbita terrestre (quasi) esclusivamente privata, costruito dalla Spacecell, un’organizzazione no profit che, per finanziare la missione,  ha raccolto 100 milioni di dollari da imprenditori, industrie, istituti di ricerca,  industrie aerospaziali israeliane e dalla Agenzia Spaziale Israeliana. Il veicolo,  diretto verso il nostro satellite, è stato  lanciato da Cape Canaveral con il razzo Falcon 9 della X.  Un traguardo importante,  per l’industria privata, che celebra  i 50 anni dal primo sbarco sulla Luna.

Secondo Jim Bridenstine, amministratore capo della Nasa, questa impresa  inaugura una nuova era dell’esplorazione spaziale che vede lavorare  insieme il pubblico  e il  privato.  

L’industria italiana, con Leonardo, ha realizzato i pannelli solari, mentre la Swedish Space Corporation ha costruito le antenne e la Nasa le tecnologie di comunicazione tra il rover e la Terra. Pesante quasi  160 chilogrammi (600 con il carburante) alta un metro e mezzo e larga due, la navicella, dopo essere stata rilasciata dal Falcon 9, entrerà nell’orbita terrestre e arriverà vicino alla Luna percorrendo rotte ellittiche, fino ad essere catturata dalla sua  gravità ed entrare nell’orbita del nostro satellite il 4 aprile.

L’allunaggio nella piana lavica del Mare della Tranquillità,  dovrebbe avvenire l’11 aprile dopo una discesa di 30 minuti. Nei tre giorni della missione Baressheet dovrà raccogliere dati sul campo magnetico della Luna con uno strumento sviluppato dal Weizmann Institute of Science in collaborazione con la statunitense Università della California. Pur nel breve lasso di tempo, secondo i ricercatori i dati raccolti potrebbero fornire informazioni cruciali sul nucleo ferroso della Luna.

Rita Lena

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