“Perché non possiamo non dirci europei”, workshop alla Lumsa

“Perché non possiamo non dirci europei” è il titolo del primo di una serie di workshop organizzati presso la LUMSA, su impulso dell’OGIE (l’Osservatorio Italia-Germania-Europa) con l’obiettivo finale della redazione di una Carta programmatica contenente principi, valori e linee programmatiche “trasversali”, in quanto orientate al mantenimento e alla prosecuzione del progetto di Europa unita.  Si svolgerà domani, 5 marzo, nell’Aula 5 del complesso di piazza delle Vaschette 101, dalle 17 alle 19, sotto l’egida del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue Moderne. I prossimi sono fissati per il 21 marzo e il 9 aprile (sempre nella sede di Piazza delle Vaschette). La conferenza finale è prevista il 16 maggio pomeriggio (nella sala Convegni Giubileo) dopo che il giorno prima, il 15 maggio, ci sarà stata la presentazione dei lavori dei ragazzi (in un Workshop in Aula Pia).  

Lumsa – La sede del Convegno a Piazza delle Vaschette

La Carta programmatica – che sarà rivolta ai singoli eurodeputati e, più in generale, ai gruppi politici esistenti in seno al Parlamento europeo – riprenderà le proposte elaborate negli anni precedenti dall’OGIE e ne formulerà di ulteriori in relazione alle seguenti aree tematiche: Valori, Europa sociale, Cooperazione allo sviluppo e immigrazione, Politica estera e di sicurezza comune.

L’appuntamento di domani ha come riferimento scientifico il Corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali e il Master in Esperti in politica e in relazioni internazionali

La prof. Tiziana Di Maio, Presidente del Corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali dell’ introdurrà i lavori che si svolgeranno in videoconferenza con il Dipartimento di Giurisprudenza della sede di Palermo  della LUMSA.

Interverranno Maria Grazia Melchionni, direttore – Rivista di Studi Politici Internazional; Antonia Carparelli, consigliere economico presso l Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Modera Chiara Mattei, componente del Gruppo di lavoro permanente dell’OGIE.

“Il 2019 – si legge nella nota di presentazione del progetto – sarà un anno ricco di anniversari per l’Europa in generale e per l’Unione Europea in particolare. Avvenimenti che, nel bene e nel male, hanno determinato la nascita del sogno europeo e, al contempo, segnato in maniera profonda il suo lento e spesso travagliato processo di costruzione. Il 2019 sarà, però, anche un anno cruciale per due appuntamenti che attendono l’UE: la Brexit, il 29 marzo (se non ci sarà un rinvio o un nuovo referendum), e le elezioni del Parlamento europeo, tra il 23 e il 26 maggio”.

Il progetto dell’OGIE s’inquadra proprio in questo contesto. Uno scenario particolarmente delicato per il futuro dell’Unione, segnato dalla sempre più ampia diffusione di sentimenti anti-europei che coinvolgono il bacino elettorale di diversi Stati membri. Le elezioni del Parlamento europeo potrebbero rappresentare l’occasione giusta non solo per riscoprire le ragioni dell’essere europeo e del processo di integrazione, ma anche per comprendere le motivazioni alla base dell’attuale disaffezione nei confronti della costruzione della casa comune europea, nonché per rilanciare i temi dell’integrazione.

La cifra culturale del progetto, sintetizzata nella formula mutuata dal filosofo Benedetto Croce: «Perché non possiamo non dirci europei» è un invito a ripartire dall’idea originaria che avviò il processo di integrazione il 9 maggio del 1950.  Nonostante la crisi potenzialmente disgregatrice che vive oggi l’Unione, l’OGIE ritiene che tale idea sia tuttora valida e debba rappresentare un punto di ripartenza per raggiungere la meta – necessaria e imprescindibile – di un’Europa unita e pacifica.

A latere della redazione della carta programmatica, l’Osservatorio si propone di dar voce direttamente ai cittadini europei, promuovendo un Contest artistico, musicale e letterario. L’obiettivo è quello di scoprire cosa significa per loro appartenere all’Unione Europea ed essere europei.

Ramona Calvino

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