Nuovi metodi per combattere l’antibiotico-resistenza

Sull’eco della settimana mondiale dell’antibiotico resistenza organizzata dall’OMS e dell’European Antibiotic Awareness Day , la giornata che il Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha voluto dedicare a questo problema, i ricercatori dell’Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG) hanno messo a punto e brevettato nuovi test di laboratorio mirati a sconfiggere batteri multi resistenti tramite  lo sviluppo di una piattaforma diagnostica innovativa che permette di misurare in modo rapido la produzione di biofilm dai batteri isolati e fare una analisi dei profili di sensibilità agli antibiotici dei microrganismi.

Obiettivo è curare efficacemente  le infezioni associate al biofilm che i batteri producono per proteggersi dai farmaci antimicrobici.  Secondo i ricercatori l’ 80% delle malattie infettive sono causate da microrganismi produttori di biofilm: una protezione che ne consente la proliferazione indisturbata e che è 200 volte più difficile da eliminare con i normali trattamenti antibiotici e antifungini.  Un lavoro iniziato tre anni fa in  un settore della microbiologia clinica ancora poco sviluppato e che ha portato a risultati importanti come poter identificare rapidamente, entro cinque ore i batteri che producono biofilm e capire la loro soglia di tolleranza agli antimicrobici.

Due sistemi – diagnostici spiega Fabrizio Ensoli, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia –  che permettono di realizzare una piattaforma innovativa in grado di offrire elementi essenziali per una scelta terapeutica mirata in oncologia e in dermatologia.” 

Grazie alle informazioni ottenute utilizzando queste nuove metodiche sarà, quindi,  possibile offrire una scelta terapeutica mirata, e cioè il tipo di antibiotico più efficace per colpire quel particolare  biofilm microbico che rende il batterio immune a qualsiasi attacco farmacologico.  “Solo così – evidenzia Aldo Morrone, Direttore Scientifico ISG -possiamo ottenere la guarigione di molte infezioni ed evitare la resistenza agli antibiotici che oggi rappresenta un grande problema a livello mondiale. Numerosi sono i progetti di ricerca multicentrici e internazionali finalizzati ad un’ampia applicazione e quindi standardizzazione di piattaforme e procedure. Poter intervenire in Paesi dove si concentrano numerose malattie infettive – continua –  significa contrastarne la diffusione attraverso nuove piattaforme di alta efficacia scientifica e di basso costo.”

Come spiega Enea Di Domenico, ricercatore presso il laboratorio di Microbiologia e Virologia, lo studio, pubblicato su BMC Microbiology, ha utilizzato la piattaforma anche “per la gestione clinica delle endocarditi batteriche, e si sta lavorando per estenderne l’uso a tutti i tipi di infezione ospedaliera causata da microrganismi capaci di crescere in biofilm”.  Questi studi si affiancano al programma di AntiMicrobial Stewardship degli IFO – Regina Elena e San Gallicano per promuovere l’uso appropriato degli antibiotici, identificare e prevenire i principali patogeni ospedalieri, inclusi i germi produttori di biofilm in grado di sviluppare meccanismi di tolleranza agli antibiotici e ai disinfettanti.

Rita Lena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *