NSE Expo forum, economia spaziale e fabbriche di farmaci in orbita

Ultimo giorno per , l’Expo-Forum Europeo sulla New Space Economy,  iniziato il 10 dicembre alla Fiera di Roma. Una tre giorni di respiro internazionale dedicata, appunto, alla nuova economia spaziale. Una realtà, secondo gli organizzatori,  che sta plasmando il mercato globale come un ecosistema in cui convivono settore pubblico e settore privato, coinvolgendo nuovi attori e investitori che propongono nuovi modelli di business e nuove sfide globali.

L’evento, che ha visto la partecipazione di un gran numero di esperti internazionali è stato organizzato  dalla  Fondazione Edoardo Amaldi Fiera Roma con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli stakeholder, persone o società interessate, appartenenti a questo nuovo ecosistema. Tra questi,  grandi e piccole aziende del settore spaziale, agenzie spaziali, governi, utenti e investitori internazionali, business angels (persone che finanziano con risorse proprie ed aiutano nuove imprese) o  Pmi, piccole,medie imprese,  innovative da settori non spaziali, start-up e incubatori, centri di ricerca e università,  che   hanno presentato l’iniziativa.

NSE Expo Forum, è stato il primo evento, si spera di una lunga serie, interamente  dedicato alle potenzialità dell’economia spaziale, che vede l’Italia in prima fila a livello mondiale. Ad esempio, Il programma Platino dell’Agenzia spaziale italiana del 2016 per lo sviluppo dei piccoli satelliti ad alta tecnologia, il lancio nel 2016 da parte del Mise e dell’Asi del grande piano di partnership pubblico privato Space Economy e  l’ingresso in borsa di Avio nel 2017, sono degli esempi di come la filiera spaziale italiana, compresa quella regionale, si stia sviluppando lungo le linee della space economy, L’europa con le sue  industrie del settore spaziale saranno sempre più  presenti in questo grande business e, in proposito, come ha ricordato il ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) Lorenzo Fioramonti, l’Europa ha intenzione di investire nello spazio ben 16 miliardi di euro nell’ambito del programma Horizon Europe per il periodo 2021-2027.

Ad accogliere i visitatori, il modello in scala del Sardinia Radio Telescope, radiotelescopio utilizzato non solo per l’attività puramente astronomica ma anche per il monitoraggio dei detriti spaziali, degli asteroidi potenzialmente pericolosi e per le comunicazioni con le sonde spaziali nel Sistema solare. Tra questi,  sono numerosissimi  gli speaker  provenienti da tutto il mondo previsti  dal  programma del Forum, che ha visto anche l’intervento degli astronauti Franco Malerba e Samantha Cristoforetti e del ministro di Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti. Fra le sessioni speciali, oltre a quella dedicata ai progetti in corso nel settore  delle Megacostellazioni, a cui parteciperà SpaceX, la società che ha appena lanciato i  primi 60 satelliti della costellazione che ne prevede 12mila, è risultata di particolare interesse quella della medicina e della farmacologia spaziale protagonista della seconda giornata del NSE expo Forum. Una sfida che l’Italia ha già raccolto con i tanti esperimenti fatti sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma c’è un obiettivo più grande: quello di portare in orbita un laboratorio con il mini shuttle costruito da Thales Alenia Space in programma per il 2022, che promette di rivoluzionare l’industria farmaceutica. I ricercatori potranno regolare tutti i parametri dei composti chimici  da Terra con una App, come fosse un elettrodomestico da avviare a distanza,  grazie ai satelliti che circondano il pianeta. “Molto probabilmente ha detto Yossi  Yamin, direttore di SpacePharma,  i costi e i tempi della ricerca saranno molto più bassi di quanto non sarebbero sviluppando le stesse medicine sul nostro pianeta”. E, sempre secondo Amin nello spazio sarà possibile, in condizioni di microgravità, realizzare farmaci difficili da cristallizzare sulla Terra, come gli anticorpi monoclonali.  La Space Pharma, società svizzero/israeliana fondata da Yamin   produce laboratori miniaturizzati progettati per realizzare complessi esperimenti di biologia e chimica in condizioni di microgravità. Il 15 febbraio 2017 ha lanciato il satellite  DIDO-2, un nano satellite che fa parte di un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di testare un laboratorio farmaceutico end-to-end miniaturizzato (laboratorio mGnify). Tra le molte opportunità offerte dallo spazio, da non sottovalutare l’utilizzo delle tecnologie dedicate al controllo remoto come la robotica al servizio della  telemedicina con la possibilità di eseguire interventi chirurgici da remoto. Tecnologie  che potranno rivelarsi insostituibili nelle future spedizioni sulla Luna e su Marte.

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