Nella scuola le storie di tutte le religioni

Non si arrestano, intanto, le reazioni alla strage di Charlie Hebdo: molto parlare ha fatto l’idea di Francesca Campana Comparini, organizzatrice del Festival delle Religioni, secondo cui bisognerebbe far conoscere la storia di tutte le religioni: perché, ha detto, dopo il terribile attacco di terrorismo avvenuto nella capitale francese, è doveroso inserire l’origine e la diversità delle varie religioni nell’educazione scolastica nella lista delle discipline obbligatorie.

“La storia delle religioni, non di una, ma di tutte le religioni, è la storia del mondo. E’ la sua filosofia. E’ la sua sociologia. E’ la sua economia – ha spiegato Comparini -: uno Stato multiculturale non è uno stato a-culturale. Deve far capire tutto, perché comprendendo si conosce e conoscendo si riconosce l’altro. Che non è poi lontano da ciascuno di noi”.

Perché “uno stato è forte non se ha il PIL alto, ma se ha un sistema scolastico eccellente. Perché non proporre allora l’obbligo dell’ora di storia delle religioni nelle scuole? Sapere i fondamenti di religione è oggi più di sempre indispensabile come conoscere la lingua inglese piuttosto che la storia o la matematica. I fatti di Parigi, che sono anche i nostri, lo denunciano drammaticamente e la nostra scuola – ha concluso l’organizzatrice del Festival delle Religioni – non insegna i fondamentali di quello che accade nel mondo“.

Alessandro Giuliani

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