Morta Margherita Simoni, attrice e giornalista

E’ morta ieri Margherita Simoni, giornalista ed in gioventù anche attrice. Aveva da poco compiuto 88 anni: era nata a Roma il 21 marzo 1931. Il decesso è avvenuto a Pomezia, dove si era trasferita per stare vicino a suo figlio Patrizio. I familiari daranno seguito alla sua scelta di essere cremata.

Margherita Simoni

Margherita Simoni – come ha scritto in due lettere ai presidenti Scalfaro e Ciampi invocando attenzione per la sua storia –   aveva vissuto con la madre, da bambina, il dramma del confino in un paesino dell’Emilia Romagna a causa delle posizioni antifasciste di uno zio. La sua famiglia aveva perso tutto e la sua infanzia e la sua adolescenza furono molto dure. E anche a causa di quello che vide e visse dagli anni ‘30 ai ’40, è stata per tutta la vita un’antifascista fervente e dichiarata.

Fu salvata dal Cinema, da alcuni grandi attori e registi degli anni ‘50 e ‘60 – come ricorda in quelle lettere ai Presidenti Scalfaro e Ciampi – che l’aiutarono e entrare in questo mondo complesso, nel quale non scese mai a compromessi. Tra i suoi film, come attrice: Addio, Alexandra (1969, una commedia diretta da Enzo Battaglia, con Colette Descombes e Anna Perego), Zenabel (1969), diretto da Ruggero Deodato, con Giovanni De Grazia e Christine Davray. Ma il più importante è stato “Incontri Proibiti” (1998), diretto da Alberto Sordi, alla sua ultima apparizione cinematografica. Si tratta anche dell’ultima pellicola nella quale ha recitato Franca Fialdini, compagna di Totò, tornando sulle scene dopo più di quarant’anni di assenza.

La Simoni in una foto di scena

 “I miei interessi? Troppi. – scriveva sulla sua pagina Fecebook che ha alimentato intensamente fino al settembre scorso – Tutti quelli che animano la vita di una esagitata. Spero di trovarne altri, in futuro, nuovi. In alternativa dimenticarmeli, tutti”. Amava la letteratura russa di fine ‘800 e del’900 e quella francese tra l’800 e il ’900. Nel mondo dell’arte aveva una passione per gli Impressionisti francesi. Aveva un carattere aperto e coinvolgente.

Dopo avere lavorato in teatro, cinema e televisione, dagli anni ’70 si occupava di giornalismo.  Aveva scritto, tra l’altro, per Eva Express e altri settimanali del gruppo Rusconi curando apprezzati articoli di costume e interviste ad attori e registi.

“E’ stata lei a farmi conoscere negli anni ’70 grandi attori – ricorda con gratitudine Paolo Celli, noto come “lo chef di Hollywood” – facendomi entrare in un ‘frullatore di conoscenze’. Così mi sono ritrovato a cucinare per veri e propri “mostri sacri” come Marlon Brando, Al Pacino, Tony Curtis, Kirk Douglas, Yul Brinner, Robert De Niro, che poi mi hanno chiamato nelle loro residenze in occasioni importanti”, per preparare i piatti tipici della cucina italiana “povera”.

“Ricordo che nel 1972 per il suo compleanno – racconta ancora Paolo Celli – le portai un mazzo di rose in ufficio, a Eva Express in via Barberini. Ma quelle erano rose fatte da me con le patate, le carote gialle e le barbabietole rosse. Potete immaginare lo stupore di Margherita e di tutti al giornale”.

Sempre combattiva, anche in politica, fino all’ultimo, dopo una iniziale adesione, negli anni ‘80 alla linea di Fausto Bertinotti e di Rifondazione comunista, era passata al PD e poi era diventata una convinta e attiva sostenitrice di Matteo Renzi. Da alcuni anni era un’antigrillina militante.

Da tempo stava scrivendo un libro autobiografico.

C.P.

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