Mangiare troppo salato fa male al cervello

E’ noto da tempo che il  consumo eccessivo di sale ha un effetto nocivo sulla  salute. Lo hanno rivelato, negli anni, diverse ricerche che  hanno dimostrato l’ influenza dannosa  del sale  sulla salute del cervello e sulle funzioni cognitive, nelle quali ha sempre giocato un  ruolo primario l’ipertensione. Uno studio pubblicato questa settimana  su Nature conferma l’effetto deleterio del sale, ma indica meccanismi diversi dall’ipertensione e anche dall’ipotesi asse intestino-cervello, connesso con il sistema immunitario descritti in ricerche precedenti.

Costantino Iadecola, ricercatore italiano presso la Weill Cornell Medicine, New York, Usa, sperimentando, su topolini di laboratorio, una dieta molto ricca di sale, ha scoperto che questo alimento se eccessivo nella dieta  induce  un accumulo della proteina tau modificata (ndr, modificata da una reazione chimica chiamata fosforilazione che consiste nell’aggiunta di un gruppo fosfato ad una proteina o molecola) nelle cellule nervose. L’accumulo di questa proteina mutata, è solitamente associato a condizioni neuropatologiche che portano alla Malattia di Alzheimer, Dunque  il sale, secondo lo studio costituisce un fattore di rischio per la demenza e il declino cognitivo, causato secondo Costantino Iadecola e colleghi  da un processo biochimico, e cioè una serie di reazioni chimiche indotte da uno stimolo (assunzione  eccessiva di sale)  che  culmina con l’aumento dei livelli della proteina tau modificata nel cervello.  Sottoposti a test , i topolini,  ai quali è stata somministrata la dieta ad alto contenuto di sale (8-16 volte la dieta normale) dimostravano di fare fatica a riconoscere nuovi oggetti e  grandi difficoltà ad affrontare test psicologici per le funzioni esecutive.

Gli autori della ricerca spiegano che queste difficoltà  sono indotte dal sale che se assunto in grandi quantità, riduce la sintesi del monossido di azoto nelle cellule, che attiva un enzima (CDK5),  coinvolto nella modifica (fosforilazione) della proteina tau. Fortunatamente gli effetti di una dieta ricca di sale sono reversibili e i ricercatori hanno potuto ristabilire a livello cellulare la sintesi del monossido di azoto.

Il risultato ottenuto da Iadecola e colleghi  identifica una nuova via che associa le abitudini alimentari alla  salute cerebrale e che indica ancora una volta che una dieta equilibrata può mantenere in salute il cervello e le funzioni cognitive. Per ora lo studio ha riguardato il modello animale  e per verificare se questo risultato sperimentale potrà  essere trasferito anche sull’uomo saranno necessarie ulteriori ricerche sperimentali.
Rita Lena

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