L’EUROPA 75 ANNI FA/ Qui Radio Londra. Buonasera.

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13 luglio 1943 – Ta ta ta tàaa. Sono le note iniziali della quinta sinfonia di Beethoven. Poi: “Qui Radio Londra. Buona sera. Due mesi di arresto e mille lire di multa con la condizionale: è questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato, dell’abbonamento alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al canone annuale dell’Eiar e all’eventuale confisca dell’apparecchio, se questo è di proprietà del nostro ascoltatore. Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi a trarne profitto; e, d’altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori dimostra quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano questo rischio per ascoltarci”.
Chi parla da Radio Londra è il colonnello Harold Stevens, che in Italia è chiamato il “colonnello buonasera”; così infatti comincia a parlare, la sera alle 20.30, dopo il “ta ta ta tàa” che corrisponde anche – tre punti, una linea – alla lettera v dell”alfabeto Morse. V è l”iniziale di “victory”, la parola con cui Winston Churchill, primo ministro britannico, conclude sempre i suoi discorsi.
Il programma più ascoltato è quello della sera. Al microfono si alternano due personaggi che sono ormai diventati noti alle tante migliaia di italiani che, con le orecchie attaccate all”apparecchio radio tenuto a basso volume perché non si senta fuori casa, ne seguono più o meno regolarmente i commenti. Uno è Harold Stevens, il “colonnello buonasera”; l’altro è Candidus, pseudonimo di John Marus. Gli stili sono diversi. Stevens ha un tono pacato e parla soprattutto del futuro che aspetta l”Italia appena sia liberata dall”aberrazione della guerra e del regime fascista. Lo stile di Candidus è sferzante e tagliente nel denunziare quelle che chiama le menzogne dei fascisti e dei nazisti.

 

Nell’arco della giornata si alternano ai commenti altri italiani, fra cui, i più seguiti sono Umberto Calosso e Ruggero Orlando, e un giornalista inglese che è stato corrispondente dall’Italia del “Manchester Guardian” dal 1923 al 1939.

NB Trasmissioni in italiano contro il fascismo e la guerra arrivavano in Italia anche dall’Unione Sovietica dopo l’aggressione tedesca del 22 giugno 1941, ma l’ascolto era più difficile e poco diffuso. Accanto a Radio Mosca, che era la stazione radio del governo sovietico, si poteva ascoltare anche Radio Milano Libertà, che si presentava come emittente del Partito comunista italiano. Il commentatore più importante era Palmiro Togliatti con lo pseudonimo di Mario Correnti.

 

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 13 luglio).

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