L’EUROPA 75 ANNI FA/ Primo sciopero sotto il regime fascista

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5 marzo 1943 – “Stamani alle 10 la sirena non ha suonato alla Fiat di Mirafiori… E’ stata la polizia a non farla suonare; aveva saputo che lo squillo della sirena sarebbe stato il segnale per uno sciopero degli operai, il primo sciopero sotto il regime fascista, il primo dopo quasi vent’anni”.

“Alle 10, anche senza sirena, basta qualche orologio, gli operai hanno fermato le macchine e si sono mesi in corteo lungo i corridoi della fabbrica. Chiedono rivendicazioni salariali, ma dicono anche: Vogliano vivere in pace“.

“Gli scioperi sono vietati da tempo e in questi anni di guerra lo sciopero è considerato un reato di tradimento. La polizia interviene; arresta alcuni operai, ma il movimento si rafforza, ogni tanto si comincia a sentire, sommesso,  il canto di “Bandiera rossa”… Sono più di centomila gli operai che sfidano la repressione della polizia. Sono 154 gli operai arrestati e subito processati”.

“Il 1° aprile Roberto Farinacci l’amico-nemico da sempre di Mussolini (ora è solo il direttore del “Regime fascista” di Cremona) gli scrive[rà] una lunga lettera. E’ un ritratto paradossalmente veritiero  della situazione che è esplosa nel mondo operaio: … Non siamo stati capaci né di prevenire né di reprimere, ed abbiamo infranto il principio di autorità del nostro regime … I pochi arresti non contano. Bisognava avere il coraggio di dare qualche esempio, che avrebbe fatto meditare le maestranze degli altri stabilimenti e di altre città. Non dobbiamo preoccuparci di quel che avrebbero detto Radio-Londra e Radio-Mosca; dobbiamo preoccuparci di mantenere la compattezza del fronte interno e il prestigio del Governo”.

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 5 marzo).

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