L’EUROPA 75 ANNI FA/ L’Operazione S e il bombardamento simbolico di New York

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10 maggio 1943 – “Non bombe, ma arance su New York, appese a paracadute tricolori? L’”operazione S” è stata sottoposta oggi a Mussolini a palazzo Venezia. “Tutto bene” ha detto, “ma niente esplosivo. Non andiamo per fare danni, ma per dimostrare che, nonostante l’esistenza dell’oceano per cui l’America si sente al sicuro, possiamo raggiungerla quando vogliamo. Invece di bombe, su Manhattan potremmo lanciare arance siciliane, appese a paracadute tricolori”.

Il progetto di un’incursione aerea su New York è nato nell’aprile dello scorso anno; ed è nato quasi casualmente. A palazzo Vidoni, sede del partito fascista, il capo di stato maggiore generale Ugo Cavallero si è incontrato col generale dell’aeronautica Attilio Biseo e col tecnico motorista dell’aeronautica Armando Palanca… Scopo dell’incontro, segretissimo, quello di fornire informazioni a Cavallero sul nuovo velivolo da caccia MC 205, scelto per la produzione in serie.

Ad un tratto, mentre è in corso la discussione, Biseo dice: “Pensate quale potrebbe essere l’effetto sulla popolazione americana, che si sente tanto sicura e tanto lontana dal conflitto, del lancio di alcune bombe su un abitato ad altissima densità come Manhattan…”. L’idea appare un po’ strana: si dovrebbe compiere un volo di 12 mila chilometri fra andata e ritorno, in cieli controllati dal nemico.

Cavallero lo guarda fra il curioso e il divertito. Si alza gli occhiali sulla fronte e ribatte: “Niente da fare, caro Biseo; d’accordo per l’effetto psicologico, ma noi non abbiamo portaerei”. Fa una pausa, rimette a posto gli occhiali, e aggiunge: “Comunque ne prendo nota. Ne parlerò alla prossima riunione dei capi di stato maggiore e naturalmente con il Duce”.

Il 3 gennaio di quest’anno il generale Fougier ha convocato il generale Ilari, il colonnello Porru Locci ed il capitano Magini per definire il programma operativo dell’operazione. L’aereo dovrà partire da una base della Francia occupata, ma rientrare direttamente in Italia. L’esclusione delle bombe permette un maggior carico di benzina e l’autonomia dell’aereo raggiunge oltre 13 mila chilometri.

Dopo il consenso di Mussolini, tutto é ormai deciso. La macchina e gli uomini saranno pronti per settembre.

Scrive Palanca nelle sue note: “8-9 settembre 1943: Pontedera, Officine Piaggio. Sala prova motori. Annuncio per mezzo dell’Eiar da parte del maresciallo Badoglio della fine delle ostilità con le Nazioni Unite. Termina così questo bellissimo e affascinante lavoro”.

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 10 maggio).

 

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