L’EUROPA 75 ANNI FA/ La Sicilia liberata viene affidata ai mafiosi

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29 agosto 1943 – Conclusa la liberazione della Sicilia il capo del governo di occupazione, l’italo americano Charles Poletti (in foto), ex governatore di New York, affida il potere amministrativo dell’isola a esponenti della mafia e si circonda, come consulenti, di mafiosi fuggiti a suo tempo negli Usa.
Il tenente colonnello dell’esercito americano Charles Poletti ha nominato oggi il nuovo sindaco di Palermo e sta completando la nomina dei sindaci della provincia e delle città più importanti della Sicilia. Poletti è il capo dell’Amgot, l’”Allied military governement of occupied territories”, l’organo deciso alla conferenza di Casablanca il 24 gennaio scorso per l’amministrazione dei territori via via liberati dalle forze alleate.
La Sicilia è libera da dieci giorni; non ci sono più tedeschi e italiani in armi e sono passati solo 39 giorni dallo sbarco angloamericano … Per sancire il regime di occupazione militare Alexander [comandante in capo delle forse alleate sull’isola, ndr] ha emesso tre proclami; il primo per dichiarare nulli i poteri del regno d’Italia e per sciogliere il Partito fascista; il secondo per garantire il mantenimento dell’ordine pubblico e la sicurezza dei militari alleati; il terzo per stabilire la circolazione monetaria, con l’accettazione in pagamento delle valute inglese e americana e delle “am-lire”, la valuta di occupazione stampata negli Stati Uniti.
Come capo dell’Amgot il tenente colonnello Poletti deve occuparsi degli affari civili; soprattutto a
cqua, energia elettrica, cibo … Poletti nomina sindaco di Palermo Lucio Tasca e con lui i sindaci dei 62 comuni della provincia … Tutti i nomi glieli suggerisce don Calogero Vizzini, che non ha voluto incarichi di valore; solo quello di sindaco di Villalba, sua città natale e suo feudo … Giuseppe Genco Russo sarà soprintendente all’assistenza pubblica.

Don Calogero Vizzini (tutti lo chiamano Don Calò) … si è unito a Francesco Paolo Varsallona, che esercitava il furto e il contrabbando di bestiame e imponeva ai proprietari terrieri il pagamento della “protezione”. Nel 1902 è stato imputato di rapina, ma assolto per insufficienza di prove; nel 1903 imputato per associazione per delinquere insieme a Varsallona, ma assolto per insufficienza di prove; nel 1904 imputato di truffa, corruzione e omicidio (20 anni richiesti dal pm), ma scagionato per gli alibi offerti da alcuni amici. Nel 1908 ha acquistato una parte di un grosso feudo locale grazie alla cassa rurale che era presieduta da suo zio, e successivamente è divenuto uno dei principali azionisti della solfara Gessolungo, nei pressi di Caltanissetta.

Giuseppe Genco Russo … ha … venti meno di Calogero Vizzini; quasi un figlio; sicuramente un suo sodale. Negli anni Trenta è stato processato più volte per omicidio pluriaggravato ed estorsione, ma sempre assolto per insufficienza di prove. Nel 1931 è stato condannato a sei anni di carcere, ma ha scontato soltanto tre anni, perché la pena è stata commutata in libertà vigilata, poco dopo revocata per buona condotta. Nel 1927 il questore di Caltanissetta ha scritto in un rapporto giudiziario che Genco Russo era «amico di pregiudicati pericolosi […] capace di delinquere e di turbare col suo operato la tranquillità e la sicurezza dei cittadini» ed inoltre si era creato una posizione economica «col ricavato del delitto e con la mafia».

Don Calò e Genco Russo fanno parte, così come tutti i siciliani cui sono state affidate dall’Amgot responsabilità amministrative locali, di quella società mafiosa che è stata combattuta con brutale efficacia dal fascismo e che il prefetto Mori non ha distrutto ma reso inattiva, costringendo parecchi personaggi di rilievo ad emigrare negli Stati Uniti. Alcuni di loro, diventati cittadini statunitensi, sono tornati con le truppe americane e hanno non ufficiali compiti di consulenza intorno all’Amgot: come Vito Genovese e Albert Anastasia; uno di loro, Lucky Luciano, è considerato un consigliere personale dello stesso Poletti. Sono stati combattuti dal fascismo e si presentano quindi come antifascisti, anche se culturalmente non lo sono.

Grandi proprietari terrieri, esponenti della vecchia società mafiosa e anche qualche intellettuale sono tutti uniti, sia pure con motivazioni diverse, per fare dell’isola uno stato indipendente o, per alcuni, addirittura uno stato degli Stati Uniti d’America. Il movimento è nato clandestinamente “Comitato per l’indipendenza della Sicilia”, presieduto da Andrea Finocchiaro Aprile, e sta ora presentandosi alle autorità alleate in veste ufficiale e con un peso consistente.

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 29 agosto).

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