L’EUROPA 75 ANNI FA/ La resa in Africa

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13 maggio 1943 – Dopo due anni e mezzo di combattimenti, dopo una battaglia terribile come quella di el-Alamein, dopo una ritirata per 3.500 chilometri dall’Egitto alla Tunisia le armate italiane e tedesche sono costrette ad arrendersi.

La resa è stata firmata ieri. Sono passati due anni e otto mesi da quando, nel settembre del 1940, le truppe italiane – 200 mila uomini al comando del generale Graziani – sono entrate per alcune decine di chilometri in Egitto, difeso da 30 mila soldati inglesi. Obiettivo: impossessarsi del delta del Nilo e del canale di Suez.

È stata una guerra con alterne vicende. In dicembre il generale inglese Wavell ha respinto gli italiani, ha oltrepassato il confine e ha occupato una parte della Cirenaica. Mussolini ha chiesto aiuto a Hitler, che in marzo ha subito inviato il corpo aereo che aveva base in Sicilia e poi un reggimento corazzato; diventeranno l’”Africa Korps”, comandato dal generale Erwin Rommel. In aprile italiani e tedeschi hanno ripreso la Cirenaica, ma gli inglesi hanno mantenuto il porto e la base di Tobruq e le hanno difese da un assedio che è continuato fino al giugno del 1942. Conquistata Tobruq, il generale Rommel è entrato in Egitto e si è spinto fino a el-Alamein, 120 chilometri da Alessandria. È la prima battaglia di el-Alamein, luglio-agosto; ma è qui che Rommel è stato fermato.

La seconda battaglia di el-Alamein si è svolta dal 23 ottobre al 4 novembre. El-Alamein vuol dire, in arabo, “collina delle vette gemelle”. È da tempo un campo trincerato, dove il deserto egiziano si restringe formando un passaggio di soli sessanta chilometri; da una parte il mare, dall’altra la depressione di el-Qattara, tutta paludi e sabbie mobili.

Di fronte al generale Rommel, che si è già meritato il nome di “volpe del deserto”, c’è ora il generale inglese Bernard Montgomery. Ha sotto di sé 86 battaglioni di fanteria con 150 mila uomini, alcune migliaia di automezzi, 3247 cannoni, 1350 carri armati, 1200 aerei. Alle 21.30 del 23 ottobre, in una notte di luna piena, mille cannoni hanno aperto il fuoco simultaneamente lungo il fronte e alle 22 è cominciata l’avanzata delle fanterie.

La resistenza italiana e tedesca è stata accanita, ma la sproporzione delle forze era troppo forte. I combattimenti sono durati dodici giorni e alle 8 di sera del 4 novembre Rommel ha deciso l’unica soluzione possibile: la ritirata. Sono morti 13.500 inglesi, 17 mila italiani, novemila tedeschi. È stata una delle battaglie decisive della seconda guerra mondiale.

 

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 13 maggio).

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