L’EUROPA 75 ANNI FA/ La fine del Duce è vicina

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22 luglio 1943 – Lunedì 26 o giovedì 29. Finalmente Vittorio Emanuele ha accettato – o quasi – l’idea del colpo di stato e, sia pure con ancora molte perplessità, ha proposto una data: il 26 o il 29. Il lunedì e il giovedì sono i giorni in cui il re riceve abitualmente in udienza al Quirinale il capo del governo Benito Mussolini. Al Quirinale lo si può arrestare; non certo a palazzo Venezia o a villa Torlonia, dove abita lui, o a villa Savoia, dove abita il re.
Della convocazione per sabato prossimo 24 del Gran Consiglio del fascismo, decisa ieri da Mussolini, il re ancora non sa niente; e niente […] dell’ordine del giorno che Dino Grandi ha preparato … Nessuno può ancora prevedere quale sarà il voto del Gran Consiglio sull’ordine del giorno di Grandi; perciò non conviene “compromettere la Corona in un tentativo di esito così incerto”.
Come si spiega, allora, la decisione del re? Forse per la notizia, fattagli avere dal sottosegretario agli esteri Bastianini, che si sta cercando di stabilire contatti con gli angloamericani per sondarne intenzioni e disponibilità? oppure la notizia, giunta tre giorni fa al duca Acquarone, che Farinacci, l’esponente dell’ala più radicale del partito fascista, sta tramando per l’accantonamento di Mussolini e il passaggio di tutti i poteri al generale Kesselring, comandante delle armate tedesche in Italia?
…il 15 luglio il direttore della Stefani, Roberto Suster, scrive nel suo diario: “Le cose in Sicilia vanno di male in peggio. I nostri non si battono, ma si arrendono. Il paese è disgustato. I fascisti furibondi. Il mito del Duce è crollato. La molla patriottica sembra spezzata. Ognuno comincia a vergognarsi di essere italiano e di essere stato fascista”.

[Sempre il 15 luglio, ndr] L’incontro fra il re e Badoglio non porta tuttavia a niente di nuovo. Ivanoe Bonomi, un vecchio uomo politico del prefascismo … ha parlato il giorno dopo, il 16, con Badoglio e da lui ha saputo che il re non crede che un colpo di stato abbia possibilità di riuscita, non crede neppure in un governo di vecchi politici, … “Sono tutti dei revenants” ha detto il re; e Badoglio: “Anche noi due, Sire, siamo dei revenants“.

Il 19 Roma è bombardata dagli aerei angloamericani e in serata Mussolini torna … da Feltre, dove si è incontrato con Hitler. Il 20 il re è informato che quell’incontro non ha risolto alcun problema e anzi ha aggravato la situazione dell’Italia. Ieri, … il re si è orientato per il colpo di stato. In serata è però venuto a sapere della convocazione del Gran Consiglio del fascismo per dopodomani sabato …

Il progetto di arrestare Mussolini lunedì 26 o giovedì 29 viene fermato. Converrà aspettare la riunione del Gran Consiglio e il voto sull’ordine del giorno di Dino Grandi. Forse questo è il fatto nuovo che il re aspettava per rimuovere le sue formalistiche preoccupazioni di carattere costituzionale. Ma il Duce sarà davvero messo in minoranza o no?

(da: Sergio Lepri, 1943, Cronache di un anno, 22 luglio)

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