L’EUROPA 75 ANNI FA/ Come eravamo: la guerra, la fame, i sogni nel racconto di Sergio Lepri

Oggi è una gara, tra le forze politiche populiste, a sminuire o addirittura cancellare il valore dell’Unione Europea e le sue conquiste. E la campagna elettorale, di questo 2018, anche in Italia, si preannuncia come una sfida tra forze europeiste e antagoniste. C’è una perdita progressiva di memoria – e quasi un fastidio – per quello che è realmente successo in questo continente 75 anni fa.

Per questo – con il consenso e l’appoggio di Sergio Lepri, che ha scritto e messo in rete (gratuitamente) uno straordinario libro intitolato appunto “1943. Cronache di un anno”  –  inizieremo a raccontare quell’anno, mese per mese, seguendo e date più significative selezionate dall’autore.  Lepri – fiorentino, 93 anni e ancora attivissimo – è stato direttore per 29 anni della più grande e importante agenzia italia, l’Ansa. Ma Lepri  e il suo libro non saranno l’unica fonte di questa carrellata a ritroso su quanto è successo 75 anni fa. 0101_filapane

Quello di Lepri è un libro di cronache e di testimonianze. L’autore – un giornalista, non uno storico – racconta quelle vicende, che ha vissuto in prima persona,  scrivendo una specie di diario, giorno per giorno, almeno i giorni più importanti, con le parole sue e anche di altri. Il libro non è e non vuole essere un libro di storia, ma il racconto è così pieno e completo di informazioni e di dati che è sufficiente per una ricostruzione storiografica di quell’anno e per una riflessione su molti fatti che ancora oggi non sono definitivamente chiari neppure per gli storici.

Se queste pagine  di Arisnotiziari e sulla pagina Facebook di Antenna Europa troverete gli abstract di quanto Sergio Lepri (con l’aiuto di Franco Arbitrio) ha documentato. Ma invitiamo tutti ad approfondire, attraverso il link alle pagine del libro on line,  queste pagine di storia.  Sono utili per tutti: padri, figli, nipoti. Italiani ed europei.

Ma quel 1943 fu terribile soprattutto in Italia, perché – dopo le dure battaglie di Anzio-Nettuno e di Montecassino  –  l’armistizio dell’8 settembre non pose fine alla guerra. “La guerra –  ci ricorda Lepri – continuò ancora per più di un anno e mezzo in un paese diventato campo di battaglia di due eserciti contrapposti, angloamericani e tedeschi, e di due fazioni avverse di italiani. Novecentomila famiglie continuarono a trepidare per i loro figli o padri o mariti, prigionieri in varie parti del mondo  o, i più,  sequestrati nei campi di lavoro in Germania. E i  morti: quasi centomila militari e 123 mila, di cui 42 mila per attacchi aerei. Perché?”

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