Le tragedie sfiorate negli istituti scolastici

La tragedia è stata sfiorata l’8 gennaio scorso in due scuole pubbliche per dei cedimenti edilizi. In un’aula, della scuola materna ‘Vittorino da Feltre’ di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, due metri quadrati del soffitto di un’aula si sono parzialmente staccati e i calcinacci hanno colpito sette bambini. I piccoli sono stati portati immediatamente in ospedale per accertamenti e subito dimessi, mentre una bambina di tre anni ha riportato un taglio in testa ed è stata tenuta in osservazione dopo essere stata sottoposta alla Tac che ha dato esito negativo.

“I bambini in aula si sono spaventati molto – hanno detto le maestre -, ma sono stati bravissimi“. I piccoli che, invece, si trovavano nelle altre aule “sono stati velocissimi ad uscire“. “Sono stati bravissimi anche loro – raccontano – e per loro si è trattato quasi di un gioco: semplicemente si sono chiesti perché uscivano senza giacca“. Intanto, il pm di Monza, Vincenzo Nicolini, ha aperto un’inchiesta sull’accaduto e attende la relazione dei tecnici comunali e dei vigili del fuoco. Lesioni colpose l’ipotesi di reato.

Altri due alunni di una scuola media, in questo caso della periferia di Bologna, la poi ‘Besta’, sono stati sfiorati da una struttura in legno che reggeva la plafoniera di una lampada. I ragazzi, 12 e 13 anni, sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola, dove sono stati medicati per alcuni graffi, sono stati dimessi. Per il Codacons le scuole italiane “cadono a pezzi, e noi lo diciamo oramai da anni”.

E pensare che l’8 gennaio si sarebbe dovuto ricordare perché al Miur si è insediato, dopo un’assenza quasi ventennale, l’Osservatorio sull’edilizia scolastica: per attuare “un luogo di confronto e discussione fra tutte le istituzioni coinvolte, ma anche e soprattutto un luogo di decisione, una sorta di sportello unico dell’edilizia scolastica”, ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che ha aperto la riunione.

Ma per Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, “continuano a susseguirsi gli annunci, i pool di esperti, gli incontri, le riunioni Stato-Regioni, gli osservatori, ma l’anagrafe dell’edilizia scolastica, strumento che dovrebbe permettere di realizzare in modo mirato gli interventi necessari per ogni edificio scolastico ancora non c’è”.

Alessandro Giuliani 

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