La sonda della Nasa Insight è arrivata su Marte

sonda-insight-su-marteLa sonda della Nasa  InSight è “ammartata” regolarmente  sul pianeta rosso. E’ il 15esimo veicolo a toccare il suolo marziano a partire dal 1971, quando su Marte ci arrivò il sovietico Mars 2, che però restò distrutto nella discesa. Alle 21,01 il segnale dalla stessa sonda per confermare che “sta bene” e che tutto funziona. Ora,  il rover della missione potrà, finalmente, studiare il cuore di Marte, fornendo nuovi indizi utili a capire se in passato il pianeta abbia ospitato la vita.

” E’ una buona cosa che i robot non sudino”, si legge sul profilo Twitter della missione InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), che si riferisce ai circa 480.000 chilometri percorsi dal giorno del suo lancio, il 5 maggio scorso, sfrecciando per sei mesi e mezzo alla velocità di 10.660 chilometri orari. Una corsa nella quale l’hanno accompagnata due mini-satelliti (cubesat) chiamati Marco (Mars Cube One) A e B.

Importante il contributo italiano alla missione, attraverso Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e con l’industria, grazie al contributo di Leonardo. In particolare,  parlano italiano strumenti come Larri (Laser Retro-Reflector for InSight), sviluppato da Infn e Asi per fornire la posizione precisa del rover ed anche il radiotelescopio che dalla Terra catturerà i segnali dei due cubesat. Tutte le informazioni dei due piccoli satelliti arriveranno al Sardinia Radio Telescope, che fa parte del deep space network.  Italiano,  anche  il sensore stellare Star Tracker, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) che ha guidato la sonda verso Marte, confrontando le immagini rilevate dal suo telescopio con una mappa di circa 3.000 stelle. Il rover collocherà sul suolo marziano un sensore per  rilevare movimenti sismici,  uno strumento che aiuterà a capire come è fatto il sottosuolo marziano.

Una volta che gli ingegneri avranno appurato che InSight è in sicurezza e che i pannelli solari si sono aperti regolarmente, si impegneranno, per i prossimi  tre mesi, a schierare gli strumenti scientifici. “Atterrare su Marte è eccitante –ha detto Lori Glaze, direttore della divisione Planetary Science, Nasa – e una volta che InSight si sarà ambientato sul pianeta rosso e che i suoi strumenti verranno messi in funzione, inizierà a raccogliere preziose informazioni sulla struttura delle profondità  marziane, informazioni che  aiuteranno a capire la formazione e l’evoluzione di tutti i pianeti rocciosi, inclusa la Terra”. Gli scienziati sorveglieranno che tutto vada come programmato e vigileranno su InSight fino a quando si sarà stabilito nella regione prescelta dell’Eliseo Planitia.

Una regione vulcanica che si trova in prossimità dell’equatore: un enorme complesso vulcanico il cui picco si eleva fino a 16 km di altezza. Sembra che questa sia una regione ancora geologicamente attiva, con le ultime colate di lava risalenti a pochi milioni di anni fa e rappresenti il luogo ideale per studiare il mantello e il sottosuolo marziano. Il futuro dell’esplorazione marziana? Sono già tre le missioni in agenda ExoMars nel 2020 con la quale si preleveranno campioni del suolo marziano e nel 2026/2028 Mars Sample Return  concepita per recuperare questi campioni messi in provetta e nascosti nella precedente missione.

Sempre nel 2026 verrà messo in orbita intorno a Marte Earth Return Orbiter (MSR-ERO), con un lander  Mars Sample Retrieval Lander-MSR che scenderà sulla superficie del pianeta per posizionare il Sample Fetch Rover (MSR-SFR) che avrà il compito di  recuperare i campioni di suolo marziano che sigillati verranno inseriti all’interno di un veicolo di rientro verso la Terra l’Earth Entry Vehicle. Giunto sull’orbita terrestre,  il veicolo  sgancerà i campioni che saranno poi raccolti sulla Terra e analizzati. Ma le missioni internazionali per il pianeta rosso sono tante, tutte finalizzate a portare per il 2030 l’uomo su Marte.

Rita Lena

 

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