La riforma della scuola a febbraio comincerà a prendere corpo

Le prossime settimane potrebbe essere determinanti per le sorti della scuola italiana: la conferma è arrivata il 9 gennaio a Gorizia, dove il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha detto che entro febbraio verrà presentato il disegno di legge sulla ‘Buona scuola’. Giannini ha anche confermato la volontà di approvare un disegno di legge delle regole che governano la scuola e il personale che vi opera: “l’ipotesi più plausibile vorrebbe – ha commentato la stampa specializzata – che il Decreto Legge affronti le questioni più urgenti legate alla riforma, a partire dal piano di assunzioni, mentre il disegno di legge di cui hanno parlato Renzi e Giannini affronterà altre tematiche, come per esempio la rielaborazione del testo unico ormai vecchio e da aggiornare”.

Poche ore dopo, a Pordenone, a margine di un incontro sulla riforma, lo stesso titolare del dicastero dell’Istruzione pubblica ha aggiunto che “il tema del contratto degli insegnanti andrà parallelamente a quello della Buona Scuola”. Giannini ha quindi detto che “per ridefinire le regole e dare dei criteri di merito e di premialità è necessario intervenire anche sul tema del contratto: in questo percorso – ha concluso il Ministro – stiamo andando nella direzione auspicata dal mondo della scuola”.

Secondo il sindacato Anief l’auspicio di rivedere il contratto, azzerando quasi gli scatti automatici in busta paga, è solo dell’amministrazione scolastica e di un Governo che, pur cambiando colore, rimane sempre attaccato ai bisogni di cassa invece che a quelli della funzionalità scolastica: se, invece, si vuole prendere per attendibile il parere di una minima parte di lavoratori, allora si tenga in considerazione anche quanto emerso dai 400 seminari organizzati dall’Anief negli ultimi quattro mesi proprio sulla ‘Buona Scuola’, da cui sono scaturiti pareri tutt’altro che positivi verso il mancato adeguamento stipendiale per tutta la categoria.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “l’annuncio, da parte del Governo, di un imminente disegno di legge che andrà a rivedere lo stato giuridico del personale scolastico sembra preludere all’approvazione di nuove norme che potrebbero far scomparire quasi del tutto i vecchi scatti di anzianità. Affossando ancora di più gli stipendi del personale. Come sindacato, riteniamo questa ipotesi irricevibile”, ha concluso Pacifico.

Alessandro Giuliani

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