La riforma del sostegno agli alunni disabili

 

Con ‘La Buona Scuola’, il Governo vorrebbe riformare l’insegnamento agli alunni disabili, allargando le competenze di didattica speciale a tutto il personale: dai docenti al personale Ata, fino ai dirigenti scolastici. Tutti coloro che operano in una scuola dovranno avere competenze minime per accogliere e interagire proficuamente con un alunno portatore di handicap. In particolare, il progetto prevede di “superare la delega tra insegnanti di classe e insegnanti di sostegno”. Mentre il “personale altamente specializzato”, più vicino però al profilo sanitario che a quello pedagogico-formativo, sarà riservato alle disabilità gravi. Il piano di revisione, inoltre, sembra che dividerà la carriera dei docenti di sostegno rispetto a quella dei colleghi delle materie curricolari: l’idea trae origine dal disegno di legge n. 2444, con cui si vorrebbero introdurre sostanziali cambiamenti rispetto all’attuale figura del docente di sostegno, oggi con un ruolo finalizzato a favorire i processi di inclusione al pari degli altri docenti del consiglio di classe con cui è tenuto a condividere il progetto formativo.

L’approccio delle riforma non ci convince – spiega Marcello Pacifico, presidente Aniefperchè si vuole far diventare il docente di sostegno non più un formatore, esperto pedagogico e di didattica speciale, bensì un professionista quasi sanitario, dedito più alla cura del corpo e alle ‘patologie’, meno alla didattica e all’inclusività. Dimenticando che l’insegnante, questo deve essere ben chiaro, non fa il medico o l’infermiere. L’insegnante di sostegno del futuro deve rimanere una risorsa, un arricchimento, per l’alunno e per i suoi bisogni formativi, attraverso la valorizzazione delle differenze”.

Per l’Anief, quindi, il docente di sostegno è e rimarrà sempre un docente a tutti gli effetti: è assegnato al gruppo-classe, fa parte del Consiglio di Classe, ha gli stessi compiti e doveri dei colleghi che ne fanno parte. Allo stesso modo, come tutti i colleghi, deve avere il diritto di poter rimanere insegnante di sostegno per tutta la vita professionale. Oppure di spostarsi sulla materia curricolare, ovviamente per la quale si detengono titoli di studio e abilitazione all’insegnamento, già al termine dell’anno di prova e non dopo cinque anni.

Anief ricorda che è sempre possibile avviare, con ricorsi d’urgenza, la richiesta di nuovi posti di sostegno in organico, in deroga. Oltre che il recupero delle ore negate agli alunni con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/92: il giovane sindacato chiede ai dirigenti scolastici, ai referenti di sostegno e a tutti i docenti in servizio presso le scuole italiane di attivarsi e di segnalare immediatamente al nostro sindacato le ore di sostegno negate agli alunni con disabilità grave scrivendo a sostegno@anief.net.

Alessandro Giuliani

 

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