Il ruolo delle cellule immunitarie nel declino cognitivo

In un articolo pubblicato su Nature ricercatori della Stanford University, Standford, CA riferiscono di aver osservato, in topolini di laboratorio, cambiamenti del  numero  delle cellule staminali,  contenute nella nicchia neurogenica, che producono nuovi neuroni.

La ricerca, coordinata da Anne Brunet, ha rivelato che nell’impoverimento della nicchia staminale neurogenica – secondo gli scienziati legato all’età –  giocherebbe un ruolo determinante il sistema immunitario. La nicchia neurogenica, che si trova nel cervello dei mammiferi, è un microambiente molto complesso che, grazie a fattori di trascrizione e  di regolazione dell’espressione genica favorisce la produzione delle cellule staminali e il mantenimento della loro staminalità. E’ costituita da cellule staminali neurali e progenitrici capaci di generare nuovi neuroni e  molti altri tipi di cellule del sistema nervoso. Purtroppo, la funzione generativa di questa nicchia diventa sempre meno efficiente con l’avanzare dell’età, con l’effetto di contribuire al declino cognitivo. Ma come si innesca questo processo e cosa induce i cambiamenti  della nicchia neurogenica?

Per dare una risposta a questi interrogativi, Anne Brunet e colleghi hanno messo a confronto la composizione delle cellule staminali contenute nelle nicchie neurogeniche di giovani e di anziani e tracciato il profilo delle cellule cerebrali di tre topolini “giovani” di 3 mesi e di tre  “anziani” di 28-29 mesi.  Le analisi geniche  fatte sulle sequenze del  RNA (acido ribonucleico) di 14.685 cellule rivelano che i cambiamenti associali all’età nella nicchia neurogenica, inclusa la diminuzione delle cellule staminali e  progenitrici, sono dovuti all’ infiltrazione di cellule del sistema immunitario, le cellule T (T cells), nel cervello degli “anziani”. Queste cellule, una volta superata la barriera ematoencefalica e penetrate nel tessuto cerebrale,  rilasciano una molecola segnale chiamata interferone gamma che, come è stato dimostrato, riduce la proliferazione delle cellule staminali cerebrali messe in coltura.

Un risultato importante che identifica, per la prima volta,  una possibile causa della diminuzione della produzione di cellule staminali neurali durante l’invecchiamento. La scoperta apre la strada a nuove strategie terapeutiche per contrastare il declino cognitivo associato all’età.

Rita Lena

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