Il mirtillo rosso potenzia il sistema immunitario

Due minuti di scienza

a cura di Rita Lena

Mirtillo rossoSecondo una ricerca americana ,  l’uva rossa e i mirtilli,  grazie al loro contenuto di resveratrolo e di  pterostilbene, potenzierebbero le funzioni del sistema immunitario. Le due molecole, infatti, lavorando  in sinergia con la vitamina D, aumenterebbero  l’espressione del  gene CAMP, che ha un ruolo importante nel sistema immunitario. La ricerca,  fatta su cellule di coltura, non garantisce, però, lo stesso effetto con la dieta.

 

Ricercatori del Dartmouth College, Usa,  hanno scoperto, un’ampia rete neurale, costituita da  undici aree  cerebrali, nelle quali risiede l’immaginazione. Un’ officina della  creatività che consente agli umani di inventare consapevolmente strumenti, concepire teorie,  idee e creare opere d’arte. Lo  studio pubblicato su Pnas apre la strada a ricerche volte a ricreare gli stessi processi mentali nei robot.

Secondo una ricerca dell’Università di Padova bambini e ragazzi vittime di bullismo sono esposti ad un rischio più alto di avere problemi di salute. Lo studio si basa su 30 ricerche che hanno coinvolto 220mila studenti dai 7 ai 18 anni. Ora i ricercatori vogliono capire se gli stessi problemi possono insorgere anche nei casi di bullismo attuato tramite cellulari o internet.

Le persone che hanno problemi  con la tiroide sarebbero più sensibili alle temperature. Lo hanno scoperto ricercatori del Karolinska Institutet svedese che, in uno studio pubblicato su Pnas, comunicano di aver individuato un insospettabile  legame tra gli effetti dell’ ormone tiroideo sui vasi sanguigni e come questo influenzi a sua volta  la temperatura corporea.

Secondo uno studio  sperimentale dell’università di New York, condotta su 70 pazienti, i braccialetti di rame o magnetici non avrebbero  alcun effetto benefico sul dolore, sulle disabilità o sulle malattie in genere. Il loro effetto terapeutico sarebbe  paragonabile a quello di un placebo. Lo hanno confermato esami di laboratorio somministrati ai pazienti  che per 5 settimane hanno indossato i dispositivi.

Ricercatori dell’Università di Stanford sono riusciti a creare energia dai liquami, realizzando la prima batteria fatta di batteri che generano elettricità nel momento in cui digeriscono il cibo. La ricerca  descritta su Pnas, spiega che  la batteria produce elettricità con un’efficienza del 30%, un valore che è simile a quello dei pannelli solari in commercio.

 

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