Il futuro dell’Unione: risorse proprie e sovranità democratica

Il “fiore in bocca” è curabile, ricordando l’incomunicabilità del dramma scritto da Luigi Pirandello. L‘Europa, però, è riuscita a comunicare, condividendo le diversità del reale impatto del coronavirus con il positivo finale di una res publica comunitaria. Infatti, le indicazioni o conclusioni del Consiglio Europeo riconoscono o trovano nel metodo comunitario la soluzione per una politica solidale, dando incarico alla Commissione di proporre un percorso condiviso per il Recovery fund, nella continuità logica, tra l’altro,  di coesione dei Fondi strutturali. Si tratta quindi di non deludere il principio di solidarietà condiviso coniugando assieme fondo con interessi minimi o contributo per sostenere maggiormente l’economia del Mercato Unico: sussidio e prestito saranno coniugati insieme.

Ricordiamo anche le sinergie che si possono creare con Horizon 2020 che sta sostenendo progetti innovativi in tutta Europa per lavorare “senza confini” nella ricerca e fronteggiare, immediatamente, la pandemia del coronavirus. Il potere d’iniziativa sarà utilizzato efficientemente dalla Presidente Von der Leyen, in continuità con le logiche d’integrazione del Cammino di Pace e del dialogo tra Delors e Mitterrand, che in questo secolo si ripete con la Germania e rileva le sensibilità della Von der Leyen, medico, che fa ben riflettere la Merkel, consapevole che la crisi salutare riguarda l’U.E. nel suo insieme, ma sa che non può trascurare di coinvolgere il Suo popolo o “nostro Paese”, rileggiamo il discorso al Bundestag, prima del Consiglio Europeo.  

C’è, quindi, una reale logica irreversibile: Mercato Unico, crisi economica e risorse proprie di bilancio per superare e governare il dumping fiscale e sociale.

Il Mercato Unico è stato un successo, il Vertice di Milano 1985, lo ha disciplinato, non a caso, nell’Atto Unico Europeo,  prima riforma dei Trattati istitutivi delle Comunità Europee; le quattro libertà hanno creato economie di scala e la sfida della salute aiuta a trovare in continuità la soluzione di una integrazione più funzionale, ricordando anche che la prima riforma dei Fondi strutturali sosteneva le regioni di confine a cogliere le opportunità del Mercato Unico Europeo, che rafforzava le aree centrali, quelle più a Nord, delle Comunità Europee. Da tempo si sostiene che bisogna aumentare le risorse proprie del bilancio dell’Unione, in modo da sviluppare ulteriori politiche d’integrazione e consentendo all’U.E. una propria sovranità in politica economica; Il fondo può trovare le proprie risorse nella tassazione delle web società ed un sistema fiscale, sempre all’interno del Mercato Unico, che elimini l’elusione fiscale.

E’ evidente che le decisioni del Consiglio Europeo sono una prima risposta alla consapevolezza che non è rinviabile una maggiore integrazione, -la scelta del metodo comunitario (iniziativa e bilancio) lo conferma-, che, oltre alla salute, si prenda cura dell’ambiente, senza trascurare i rapporti di buon vicinato nel Mediterraneo ed integrando la difesa così da ridurre i costi e continuare  a sostenere una politica di Pace assieme alla Nato.

Sapremo ben presto, a Maggio, come utilizzare efficientemente il SURE, la concretezza della BEI e le opportunità del MES, “riletto e senza vincoli opprimenti”, mentre la BCE fa da scudo anche nei confronti delle Società di rating, l’ultima valutazione su l’Italia lo evidenzia (S&P conferma il rating BBB dell’Italia con outlook negativo). Ribadiamo, conseguentemente, che una politica economica a sovranità Europea democraticamente governata condividerebbe con la politica monetaria una maggiore emissione di moneta anche per ridurre il debito, nel contempo misuriamo diversamente il PIL, includendo il benessere, e ricaviamo da Eurostat una chiave di lettura uniforme in tutti i momenti di crisi, rilevando che non sono omogenei i dati che riguardano il diffondersi del Covid 19 nei diversi Stati dell’Unione e le mortalità. Così pure è centrale una corretta informazione che riporti la scienza e la dialettica dell’Unione nel suo reale evolversi.

La sfida è intercontinentale e le Organizzazioni Internazionali sono chiamate o sollecitate a governarla, la risposta sarà efficace se la lezione sarà imparata e conseguentemente rafforzata la governance democratica.  L’Europa con l’Unione Europea c’è ed ha risposto in tempo con diversi strumenti finanziari, dalla sospensione del Patto di stabilità all’utilizzo degli aiuti di Stato e dei Fondi strutturali, ai quali si aggiungono quelli riportati nelle indicazioni o conclusioni del Consiglio Europeo del 23 Aprile, ma serve una politica economica ed una sovranità democratica dell’U.E..

 Festeggeremo il 9 Maggio, guardando al futuro e con più certezza che la Commissione saprà mettere assieme sussidio e prestito per attivare il Recovery fund in tempi certi e nell’interesse dell’integrazione dell’Unione; Siamo, altresì, consapevoli che condividendo “il sussidio” condividiamo anche una “rendicontazione” che evidenzi il rapporto positivo tra costi e benefici  per i cittadini Europei. Rileviamo anche che il risparmio per essere investito ha bisogno di certezze remunerative.

 Quo vadis Europa? senza muri mentali e più formazione. 

Rendiamo efficiente ed efficace l’utilizzo al meglio delle risorse e degli strumenti finanziari dell’Unione Europea con task force pubbliche e private “non più chiuse in casa”, così aiutiamo i giovani a cogliere le opportunità del Mercato Unico; Dialoghiamo con Bruxelles contribuendo costruttivamente, anche con un linguaggio appropriato, poichè la risposta politica, che sarà data dalle Istituzioni Europee per un futuro del cambiamento consapevole, la sapremo con maggior certezza a Giugno del 2022 a conclusione della Presidenza Francese del Consiglio dell’Unione Europea, mentre la prossima Presidenza della Germania, che si concluderà con il Consiglio Europeo di dicembre 2020, aiuterà a capire fino a che punto il dialogo tra Von der Leyen e Merkel inciderà sulle politiche del cambiamento non più rinviabili: “Così è se vi pare”.  

Roma, 26 Aprile 2020

Pasquale Lino Saccà,

J.M. Chair ad personam E.C. Roma

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