Il 9 maggio, anche il Papa ricorda la festa dell’Europa

Anche papa Francesco non dimentica la “Festa dell’Europa” del 9 maggio e, dopo la recita della preghiera del Regina Caeli dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano, rivolge il suo pensiero all’Europa. “in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Schuman, del 9 maggio 1950. “Essa ha ispirato – ha detto – il processo di integrazione europea, consentendo la riconciliazione dei popoli del continente, dopo la Seconda Guerra Mondiale, e il lungo periodo di stabilità e di pace di cui beneficiamo oggi. Lo spirito della Dichiarazione Schuman – è stato l’auspicio del Papa – non manchi di ispirare quanti hanno responsabilità nell’Unione europea, chiamati ad affrontare in spirito di concordia e di collaborazione le conseguenze sociali ed economiche provocate dalla pandemia”.

E proprio in tempi di pandemia, in occasione della festa dell’Europa 2020, le istituzioni dell’UE desiderano rendere omaggio, attraverso numerose attività online, ai molti cittadini europei che, in uno spirito di solidarietà, stanno aiutando la nostra Unione ad attraversare l’emergenza coronavirus. Ecco una serie di testimonianze impressionanti ed appassionate e di informazioni aggiornate sulla risposta dell’UE alla pandemia.

Per conoscere le attività organizzate dagli uffici locali in tutta l’UE e nel mondo per festeggiare l’Europa, consultare le rispettive pagine web.

Lo sguardo del Papa oggi va anche all’Africa, perché il 10 maggio 1980, quarant’anni fa, San Giovanni Paolo II, durante la sua prima visita pastorale in quel continente, diede voce al grido delle popolazioni del Sahel, duramente provate dalla siccità. “Oggi – ha detto il Papa – mi congratulo con i giovani che si stanno impegnando per l’iniziativa ‘Laudato Si’ Alberi’. L’obiettivo è piantare nella regione del Sahel almeno un milione di alberi che andranno a far parte della ‘Grande Muraglia verde d’Africa’. Auspico – ha concluso il Papa – che in tanti possano seguire l’esempio di solidarietà di questi giovani”.

R.C.

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