Giraffplus, tecnologie intelligenti per il supporto agli anziani

foto Nexus 2014-2015 633GiraffPlus – il robot che sostiene la vita di “Nonna Lea” e che un video su YouTube  ha reso virale –  è uno dei simboli moderni della tecnologia al servizio dell’uomo.  Nel secolo definito della Silver Age GiraffPlus permette agli anziani di essere in costante comunicazione, chiedere aiuto, usufruire di servizi medici ma soprattutto di non sentire l’enorme peso della solitudine. Uno schermo permette la connessione costante con familiari, amici, parenti, assistenti specializzati.

Ora GiraffPlus, dopo aver fatto vincere ai ricercatori del CNR il premio Giovannini “Nostalgia di Futuro” per l’Innovazione Sociale, entra anche all’ Università LUMSA. In occasione della chiusura del progetto GiraffPlus, venerdì 27 febbraio  ci sarà un evento di disseminazione (aperto all’esterno previa registrazione) organizzato da Asl Roma e Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il tema dell’incontro sarà “GiraffPlus – Tecnologie intelligenti per servizi di monitoraggio e supporto sociale agli anziani”, e sarà trattato nella Sala convegni “Giubileo” dell’Università di Roma Lumsa (Via di Porta Castello 44, Roma).foto Nexus 2014-2015 636
Scopo dell’incontro è illustrare le potenzialità individuate, la fruibilità e il rapporto costi benefici. Il Progetto europeo GiraffPlus (Combining Social Interaction and Long Term Monitoring for Promoting Independent Living), realizzato grazie al 7mo Programma Quadro della Commissione Europea è nato per creare condizioni di vita indipendente nell’anziano. L’idea si è resa attuabile grazie alla creazione di un sistema collegato con una rete di sensori distribuiti nell’ambiente domestico, capaci di monitorare le attività della vita quotidiana, e la trasmissione via internet di dati fisiologici di quelle persone che esprimono il desiderio di continuare a vivere in modo indipendente nella propria casa, anche con l’avanzare dell’età. Il sistema si avvale inoltre di un robot che, teleoperato a distanza via internet, da un familiare o una figura professionale autorizzata, può muoversi all’interno della casa, permettendo agli utenti di mantenere contatti sociali e agli operatori socio-­‐sanitari di gestirne gli aspetti sanitari. In via sperimentale sono stati monitorati 15 appartamenti distribuiti fra l’Italia, Spagna e Svezia, che hanno permesso di studiare migliorie e rispondere ai bisogni degli utenti.

Rosanna Angiulli

 

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