Gaia il migliore catalogo stellare mai realizzato

Un miliardo e ottocentoundici milioni, settecentonovemila settecentosettantuno. E’ il totale di stelle contenute nel catalogo della Early Data Release 3 (EDR3) della missione Gaia dell’Esa, La miglior fotografia mai fatta al nostro spicchio di Universo che ospita il Sistema Solare. Quasi due miliardi di stelle e 1.6 milioni di quasar, cuori di galassie lontane che ruotano intorno a buchi neri supermassicci rilevati con grande  precisione dal satellite dell’Esa  lanciato nel 2013. Oltre alle posizioni delle stelle, per la stragrande maggioranza di esse il catalogo comprende anche misure delle distanze e dei lenti ma inesorabili movimenti celesti, nonché di luminosità e colore. I nuovi dati vanno a rimpiazzare il già ricco catalogo rilasciato dalla stessa Gaia nel 2018, raggiungendo una precisione ancora più elevata – del 30 per cento sulle distanze e del 50 per cento sui moti stellari – e un campionamento più omogeneo del cielo, grazie a oltre un anno di osservazioni aggiuntive e a una forte riduzione degli effetti sistematici. 

“Tra i primi risultati scientifici, ottenuti durante la validazione del catalogo – commenta Mario Lattanzi, dell’Istituto nazionale di astrofisica  e responsabile nazionale, per conto dell’Asi e dell’Inaf, della partecipazione nazionale alla missione Gaia. – spicca l’identikit completo di oltre 330mila stelle nei “dintorni” del Sole, ovvero entro una distanza di 100 parsec (equivalente a quasi 330 anni-luce, circa 20 milioni di volte la distanza tra la Terra e il Sole), che ricostruisce la loro distribuzione 3D e i loro moti, classifica le loro proprietà e individua tra esse i sistemi di stelle doppie. Prima di Gaia – continua –  si conosceva con precisione la distanza solo del 10 per cento di stelle entro questo volume”,

Basato sui primi 34 mesi di osservazioni del satellite, questo catalogo tridimensionale  supera in precisione la versione precedente, svelando dettagli mai visti finora sul nostro angolo di universo, dai dintorni del Sole fino ai confini della galassia e oltre. Ma gaia è andata oltre riuscendo a vedere l’oscillazione di stelle ai confini esterni della Via Lattea e nella Grande Nube di Magellano  e il ponte di stelle che fluisce verso di lei dalla piccola Nube di Magellano . Come ricorda Mario Lattanzi, queste osservazioni del cosmo remoto sono fondamentali “per ancorare il nostro sistema “locale” di misure celesti, e con la precisione di Gaia hanno permesso di stimare l’accelerazione del Sistema solare nel suo moto intorno al centro della Via Lattea, pari a 7 millimetri al secondo nel corso di un anno, per la prima volta utilizzando dati in banda ottica”. Ora i ricercatori sono già al lavoro per realizzare la versione completa del terzo catalogo (Gaia Data Release 3), il cui rilascio è previsto per il 2022, con una serie di dati aggiuntivi tra cui la classificazione dei sistemi binari di stelle, e un catalogo esteso di asteroidi nel Sistema solare. Il satellite continuerà a raccogliere dati per almeno altri due anni (e indicativamente fino alla fine del 2025) e seguiranno ulteriori cataloghi man mano che i nuovi dati vengono processati e analizzati.

Rita Lena

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