Foto-identificazione per tutelare i delfini nel golfo di Taranto

grampoE’ in atto la foto-identificazione per tutelare i delfini nel golfo di Taranto. A farla sono i ricercatori dell’Istituto di sistemi e tecnologie industriali per il manifatturiero avanzato del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Stiima, ex Cnr-Issia) di Bari e del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari Aldo Moro e la Jonian Dolphin Conservation, nell’ambito di una ricerca che  apre nuovi orizzonti per la tutela e la conservazione dei cetacei nel Mediterraneo.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports (gruppo Nature), ha consentito, grazie alle più moderne tecniche di Computer Science, di riconoscere in maniera inequivocabile numerosi individui di Grampo (Grampus griseus), che frequentano assiduamente il Mar Ionio settentrionale. Il risultato è stato conseguito grazie all’attività di monitoraggio svolta dal team di ricerca nel Golfo di Taranto ed effettuata all’interno di un articolato progetto di Citizen Science che ha coinvolto numerosi studenti e turisti.

Igolgo-di-tarantol Grampo è una specie di delfino rara e poco conosciuta a livello globale che presenta una particolarità nella livrea (insieme del colore e del disegno della pelle): i giovani delfini nascono grigi e con l’avanzare dell’età il corpo dell’adulto si ricopre di numerosi graffi chiari, fino ad assumere una colorazione quasi bianca, soprattutto nella parte anteriore del corpo. “Grazie all’unione delle nostre diverse competenze – spiega Rosalia Maglietta esperta di Intelligenza artificiale del Cnr-Stiima – abbiamo sviluppato il primo algoritmo di foto-identificazione automatica di questa specie,  basato sull’analisi dei graffi presenti sulla pinna dorsale di ciascun delfino. Graffi che vengono interpretati come vere e proprie impronte di riconoscimento individuale, grazie all’uso di un rivelatore statistico delle caratteristiche locali dell’immagine, caratterizzato da un tempo di calcolo molto rapido.

La foto-identificazione dei cetacei avviene grazie al confronto tra immagini digitali delle pinne dorsali di delfini di cui si vuole conoscere l’identità e un database di delfini precedentemente foto-identificati. L’ algoritmo è in grado di analizzare enormi quantità di immagini in tempi brevi e senza l’intervento umano, questa caratteristica lo rende adatto a essere impiegato in studi su larga scala.

“La presenza di questi animali, quale apice di una rete alimentare marina in un’area fortemente antropizzata qual è il Golfo di Taranto, rappresenta – conclude Carmelo Fanizza, presidente della Jonian Dolphin Conservation un indicatore fondamentale circa lo stato di salute del Mar Ionio” .  Secondo i ricercatori, i risultati ottenuti potrebbero avere importanti implicazioni gestionali, poiché contribuiscono a orientare le Amministrazioni verso più efficaci misure di tutela, finalizzate alla conservazione della diversità biologica, dell’integrità degli habitat e alla fruibilità dei servizi ecosistemici”. I prodotti dello studio sono stati presentati nella innovativa piattaforma digitale DolFin, accessibile on-line.

Rita Lena

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