Delfino spiaggiato ad Anzio: in Italia manca un centro attrezzato

Non ce l’ha fatta Alex, il delfino spiaggiato in località Lido dei Pini, nei pressi di Anzio. L’esemplare era stato avvistato il primo dicembre intorno alle 10 da un passante e soccorso dalla Capitaneria di Porto di Anzio. Gli esperti hanno fatto di tutto per salvarlo ma purtroppo l’animale è morto la sera stessa per una grave infezione batterica.

“La vicenda del delfino Alex deve far riflettere sulla mancanza in Italia di un centro attrezzato e ben strutturato per il pronto soccorso e la riabilitazione per mammiferi marini spiaggiati. Con oltre 7.000 km di costa, l’Italia è uno dei paesi europei con alta incidenza annuale di spiaggiamenti di delfini”, spiega Renato Lenzi, esperto internazionale di mammiferi marini ed amministratore delegato di Zoomarine, il Parco marino alle porte di Roma impegnato ieri nel team di primo soccorso.

Il delfino, un maschio appartenente alla specie Stenella comune, è stato rivenuto in evidente stato di disorientamento, mentre nuotava in acque limitrofe al bagnasciuga cercando di spiaggiarsi. Soccorso inizialmente dall’intervento di alcuni passanti entrati in acqua, il delfino è stato poi affidato alle cure di un team di volontari che ha visto lavorare assieme per ore Capitaneria di Porto, Vigili de Fuoco, Asl Roma 6, Zoomarine e Zoomarine Trust Onlus che hanno inviato sul posto un team di esperti fra cui biologi, esperti in comportamento dei mammiferi e due veterinari.

Le autorità locali, sotto cui ricade la responsabilità di primo intervento in questi casi, hanno coordinato congiuntamente con il team della Zoomarine e della Zoomarine Trust Onlus la fase di diagnostica iniziale sul delfino spiaggiato con il prelievo di campioni di sangue, l’esame ecografico grazie all’utilizzo di un apposito apparato ecografico portatile e la somministrazione di fluidi per la reidratazione. A fine pomeriggio i Vigili del Fuoco riuscivano inoltre ad installare una piscina portatile per creare una zona si assistenza protetta. Nonostante il pronto intervento e gli sforzi della squadra di primo soccorso, dopo circa 11 ore di assistenza il le condizioni molto compromesse del delfino ne causavano la morte.

“A differenza di altri paesi europei – spiega Lenzi –  dove operano strutture in grado di accogliere e offrire una immediata assistenza in casi come quelli di ieri, l’Italia non è attrezzata per questo tipo di interventi. Zoomarine e Zoomarine Trust Onlus richiamano l’importanza della creazione sul territorio nazionale di un centro con tutte le infrastrutture appropriate, operato da personale esperto nella gestione del pronto soccorso e riabilitazione di mammiferi marini. Una tale scelta sarebbe un gesto di impegno a favore della conservazione delle specie marine, un passo in avanti per l’Italia”.

Loretta Tarducci

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