Dal cordone ombelicale una cura per l’”occhio secco”

Nuove speranze per chi soffre della  sindrome dell’occhio secco,  è in sperimentazione su nove persone  all’Ospedale di Alessandria,  un nuovo  collirio ricavato dal cordone ombelicale già brevettato dall’Università di Bologna.

La sindrome dell’”occhio secco”  colpisce 350 milioni di persone nel mondo.  In Italia ne soffre il 25% degli italiani soprattutto donne dopo i 45 anni di età. Quando la secrezione lacrimale è insufficiente o di scarsa qualità, all’occhio viene a mancare quel film protettivo, per cui tende a seccarsi producendo sintomi fastidiosi come quello di avere un corpo estraneo nell’occhio che non si riesce ad eliminare.  Tante sono  le cause:  oltre all’età, le congiuntiviti, i trattamenti contro il glaucoma,  il deficit di vitamina  A, ma anche inquinamento dell’aria e l’eccessivo utilizzo del computer.

Fino ad ora la secchezza dell’occhio veniva trattata con le lacrime artificiali e gel oftalmici, mentre il nuovo collirio non agirebbe solo sui sintomi,  ma potrebbe, finalmente,  curare questo disturbo. Nel  sangue nel cordone ombelicale sono stati trovati, infatti,  una serie di fattori di crescita, cioè proteine che stimolano la proliferazione cellulare capace di contrastare alcune malattie degenerative dell’occhio come il glaucoma e le forme severe della secchezza oculare. E, dall’Ospedale di Alessandria è già partito l’appello perché le partorienti donino il cordone ombelicale da conservare nella banca biologica.

Ramona Calvino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *