Come le multinazionali del tabacco aggirano le leggi: L’influencer 2.0

Uno studio del New York Times durato quasi due anni, ha scoperto che le compagnie del tabacco stanno pagando segretamente le star dei social media per riempire le pagine web con le immagini delle loro sigarette, aggirando le leggi e raggiungendo nuovi potenziali consumatori. Questa operazione di marketing è creata per far apparire il fumo come un qualcosa di glamour e non pericoloso, come succedeva nelle pellicole in bianco e nero degli anni 50’.

L’influencer 2.0 ha un profilo ben preciso: giovane, attivo sui social e con un buon numero di followers. Alcuni ragazzi hanno dichiarato di essere stati istruiti dalle compagnie del tabacco, partecipando a veri e propri briefing, dove sono stati dati loro dei suggerimenti affinché il post in questione raggiunga il maggior numero di persone possibili: dritte sull’illuminazione, come fare foto dall’alto, e l’orario ideale per postare.

Facebook, Twitter e Instagram non consentono alle compagnie del tabacco di fare pubblicità nei loro canali, per questo gli influencer non usano hashtag riconducibili a sponsorizzazioni come ad esempio: #ad #sponsored, bensì hashtag meno individuabili, differenziati in  base al marchio. Inoltre, nelle foto, il pacchetto di sigarette non è in bella vista, o in primo piano, come contenuto promozionale, lo si può trovare, ad esempio, stretto in una mano, o nascosto per metà da oggetti, come un accendino.

Questo succede anche per nascondere le scritte come: il fumo uccide, o immagini raccapriccianti stampate sui pacchetti come obbligo di legge. Per quanto riguarda il compenso economico, uno tra gli influencer ha ammesso che ci sono molte persone che postano foto per 200 euro al mese e qualche stecca di sigarette in omaggio.

Per comprendere la forza di questa subdola operazione basta guardare i numeri. La campagna Like Us, nata per sponsorizzare le Lucky Strike, ha coinvolto più di 400 influencer italiani che hanno condiviso più di 1800 post, i quali hanno raggiunto 33 nazioni e ottenuto più di 25 milioni di visualizzazioni. Secondo i ricercatori, nel mondo, i 123 hashtag associati alle aziende del tabacco sono stati visualizzati 8,8 miliardi di volte. Eccone alcuni: #youdecide, #Decidetonight, #Redishere. Chiunque disponga di un profilo su un social network qualsiasi, può verificare la connessione tra questi hashtag alle sigarette.

Loretta Tarducci

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