Brexit, Ue e Cina: se ne discute in un convegno alla LUMSA

Che succede ora con la Brexit? E come si svilupperanno i rapporti dell’Europa con la Cina, dopo il salto in avanti compiuto dal governo italiano con gli accordi di Roma per la cosiddetta “Via della seta”? Saranno questi due dei temi portanti dell’incontro del pomeriggio del 4 aprile, alla LUMSA. L’incontro aprirà il ciclo 2019 dei seminari  “Quo Vadis Europa” di aggiornamento professionale per giornalisti, organizzato nell’Università romana, a due passi da San Pietro, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei giornalisti e quello regionale del Lazio (iscrizioni sulla piattaforma SIGEF). L’incontro sarà aperto a tutti gli interessati.

Come avviene ormai dal 2014 – grazie a vari attori e alla regia del prof. Pasquale Lino Saccà (cattedra Jean Monnet ad personam) e del giornalista Cesare Protettì, già direttore del Master in Giornalismo della LUMSA – questi seminari formativi si svolgono sempre a ridosso dei Consigli europei che, in base alle regole che si è data l’Unione, indirizzano le politiche europee.

 L’agenda del consiglio europeo del 21-22 marzo scorso prevedeva discussioni e decisioni sul rafforzamento della base economica europea, i cambiamenti climatici, il vertice con la Cina, le misure per combattere la disinformazione e la Brexit.

Naturalmente i temi della Brexit e dei rapporti con la Cina hanno calamitato le attenzioni maggiori. I leader dell’Ue a 27, al Consiglio europeo, hanno offerto una proroga per la Brexit fino al 22 maggio 2019, che sarà concessa a condizione che il Parlamento del Regno Unito approvi l’accordo di recesso la prossima settimana. In caso contrario, i leader UE acconsentono a una proroga della Brexit solo fino al 12 aprile 2019 e si attendono che il Regno Unito “indichi prima di tale data il percorso da seguire”. Agli scenari possibili dei prossimi giorni non sfuggono naturalmente il primo ministro britannico Theresa May e il suo destino politico, mentre le grandi manifestazioni di piazza a Londra e la raccolta di milioni di firme, fanno capire come sia forte la spina per un nuovo referendum.

Il Consiglio ha anche discusso delle relazioni commerciali con Pechino in vista del vertice Ue-Cina previsto per il 9 aprile, non senza qualche mal di pancia per la preventiva firma, a Roma, di un Memorandum d’intesa bilaterale tra governo italiano e Cina sulla Via della Seta, progetto avviato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping.

Il problema della Cina è che Pechino – come ha scritto Lena Pavese su EuNews, il 22 marzo scorso – non offre all’Unione europea le stesse aperture di mercato che sono offerte dall’UE. Del resto lo ha detto lo stesso presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker al termine del Consiglio europeo durante il quale si è lavorato, tra l’altro, alla preparazione del Summit bilaterale del 9 aprile prossimo: “Con la Cina abbiamo relazioni buone, ma non eccellenti; è un partner, ma è anche un rivale”, ha detto Juncker nella conferenza stampa conclusiva del vertice, precisando che esistono “asimmetrie che creano squilibri perché manca la necessaria reciprocità e la concorrenza non è equilibrata”.

Da queste premesse la tirata d’orecchi al governo italiano, anche perché il memorandum di intesa tra Roma e Pechino preoccupa Bruxelles.   “La Cina – ha detto Emmanuel Macron – si è sempre avvantaggiata dell’approccio europeo per ordine sparso e non trovo un buon metodo discutere in modo bilaterale sulla nuova Via della seta”.  “Il tempo della ingenuità europea è finito – ha aggiunto Macron, anche se ha dovuto riconoscere che non tutti tra i 27 stati membri la pensano allo stesso modo e che la discussione continuerà, “poiché posizioni attuali sono molto diverse”.

Comunque martedì 26 a Parigi ci sarà un vertice con il presidente cinese Xi Jinping, al quale parteciperà, oltre al padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, Juncker stesso e forse il segretario generale dell’ONU. “Sarà un test – ha detto Juncker – per essere in forma per il nostro vertice bilaterale” UE-Cina del 9 aprile.

Al vertice con Pechino  del 9 aprile l’Unione europea si presenterà con delle richieste chiare: Bruxelles sostiene che i mercati pubblici cinesi escludano le aziende europee e chiede condizioni di reciprocità. Si cercherà inoltre di accelerare su un accordo per gli Investimenti ma stabilendo uno strumento di monitoraggio degli investimenti stranieri. Questo strumento, insite Jean-Claude Juncker, potrebbe fare dell’Europa non solo un’economia che offre opportunità ma che esige anche dai suoi partner di rispettare le stesse regole e garantire trasparenza.

Gli altri temi trattati al Consiglio del 21-22 marzo

Brexit e Cina, comunque, non esauriscono gli argomenti trattati al Consiglio Ue del 21-22 marzo, nel quale si è affrontato anche il tema dei cambiamenti climatici per cercare un accordo sulle priorità politiche per consentire all’Unione di presentare, entro il 2020, una strategia a lungo termine in linea con l’accordo di Parigi.

I capi di Stato o di governo hanno parlato anche della lotta alla disinformazione (fake news e altro) e delle misure varate nei singoli paesi per proteggere l’integrità democratica delle elezioni europee e nazionali.

L’accordo sulla Brexit bocciato due volte dal Parlamento britannico

Il 21 marzo il Consiglio europeo ha offerto alla Gran Bretagna due date: il 12 aprile o il 22 maggio, ponendo condizioni precise e aprendo la strada a diversi scenari (qui l’articolo del Sole 24 ore che li descrive).  Ma che cosa prevede l’’intesa sulla Brexit che ha ricevuto il via libera dai 27? L’”accordo di recesso” tra la Gran Bretagna e l’Ue, consta di 585 pagine, più diversi protocolli e annessi. Questi i suoi elementi principali:

PARTNERSHIP ECONOMICA – Creazione di una zona di libero commercio con una profonda cooperazione a livello di regolamentazione e controlli doganali; nessuna tariffa, dazio o restrizione quantitativa in tutto il settore dei beni. La Gran Bretagna e l’Ue sostituiranno la soluzione temporanea in Irlanda del Nord con un successivo accordo che stabilirà delle procedure alternative per assicurare l’assenza di una frontiera fisica sull’isola.

SERVIZI FINANZIARI – Impegno a preservare la stabilità finanziaria, l’integrità dei mercati, la protezione degli investitori e una leale concorrenza, rispettando l’autonomia della parti nelle regolamentazioni e dei processi decisionali.

MOBILITA’ – Procedure per l’entrata e il soggiorno temporaneo per scopi commerciali in aree ben definite; per gli altri aspetti della mobilità, non vi sarà discriminazione fra gli Stato membri dell’Ue e vigerà il principio di reciprocità, compresi i viaggi senza necessità di visto per brevi periodi.

TRASPORTI – Accordo globale sul trasporto aereo, compreso l’accesso ai mercati e agli investimenti, sicurezza del trasporto aereo, gestione del traffico aereo e salvaguardia dell’equa concorrenza. Autorizzazione ad accordi bilaterali per i servizi ferroviari transfrontalieri.

ENERGIA – Accordo di cooperazione nucleare fra Regno Unito ed Euratom, con l’impegno a rispettare gli attuali elevati livelli di sicurezza.

SICUREZZA – Cooperazione stretta e reciproca in materia di giustizia penale, con l’obbiettivo di fornire dei mezzi efficaci per la prevenzione, le indagini, la scoperta e il giudizio dei reati penali, tenendo contro delle minacce condivise che le parti devono affrontare; inoltre, procedure rapide ed efficaci per l’estradizione di persone sospettate o condannate.

POLITICA ESTERA – Stretta e flessibile cooperazione a livello sia bilaterale che internazionale, rispettando l’autonomia di entrambe le parti; consultazioni strutturate e dialoghi tematici regolari a vari livelli, possibilità per il Regno Unito di partecipare in via informale ai Consigli europei qualora ciò venisse ritenuto appropriato; consultazioni sulle sanzioni; partecipazione del Regno Unito nelle missioni di Sicurezza e Difesa comune, decisa caso per caso attraverso un Accordo quanto di partecipazione; scambio di intelligence fra il Regno Unito e le organizzazioni europee rilevanti.

COOPERAZIONE TEMATICA – Promozione sicurezza e stabilità nel cyberspazio; cooperazione antiterrorismo e contro gli estremismi violenti, tramite dialogo, cooperazione operativa e scambi reciproci e volontari di informazioni; cooperazione nell’affrontare l’immigrazione clandestina.

Sono molte, quindi, le questioni aperte che potranno essere dibattute durante i seminario del 4 aprile alla Lumsa intitolato “Quo vadis Europa? Presente e futuro tra sovranità e sfide digitali”.

Ecco il programma:

Corso di aggiornamento per giornalisti anno 2019

                        Lumsa-Odg Lazio- Apre-J.M.Chair Sapienza Fondazioni

                                                           Primo SEMINARIO 

Roma, 4 Aprile –  ore 14.00-19.00 –

AULA MAGNA – LUMSA

13.30 – 14.00 Registrazione

14.00 Apertura –  Saluti

Francesco Bonini (Rettore della LUMSA)

Paola Spadari (Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio)

Prima sessione 14.15 – 16.30

Presidenza e TRIO; Horizon Europe e Europa digitale 2021-2027, presente e futuro: Scienza, Conoscenza, Informazione.

Relatori:

Liviu Petru Zapartan  (Ambasciatore della Romania presso la Santa Sede e l’Ordine Sovrano di Malta; Jean Monnet Chair Babes Bolyai University of Cluj Napoca)

Alessandro Damiani (Presidente A.P.R.E.)

Idea d’Europa: Crisi o crescita della sovranità, Archivio e conoscenza

Ezio Andreta(Coordinatore progetto Foresight del C.N.R.; già Presidente A.P.R.E.)

Andrea Becherucci (Archivi Storici dell’Unione Europea, Istituto Universitario Europeo, Firenze)

Case study

Eccellenza ed integrazione nell’UE in ricerca ed occupazione qualificata. Best practices.

Massimiliano Mizzau Perczel (Giornalista)

Seconda sessione 16.30 – 18.30

Mercato Unico, Euro, Ricerca e Sovranità condivisa per il Dialogo tra Continenti nell’Era della Comunicazione digitale. La Brexit e la via della Seta Europa-Cina. 

Relatori:

Rocco Pezzimenti (Docente Storia delle Dottrine politiche LUMSA)

Michele Genovese (Rapporti con la Cina, A.P.R.E. Bruxelles)

Francesco Gui (Docente Storia Moderna Sapienza Università di Roma)

Giampiero Gramaglia (Direttore IAI – Direttore Master Giornalismo Urbino)

Cristiano Zagari (Regione Lazio)

Pasquale Lino Saccà (Jean Monnet Chair ad personam E.C.; Network “I Mediterranei South East Dialogue)

Case Study 18.30 – 19.00

Archivio ed Antenna in €uro e Democrazia: Commenti sull’Unione

Simone Cuozzo – Cesare Protettì, Giampiero Bellardi

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