Antartide, una “traversa” per stimare l’aumento del livello dei mari

Antartide, una “traversa” per stimare l’aumento del livello dei mari

Parte oggi e durerà fino al 25 gennaio 2020 la spedizione EAIIST (East Antarctic International Ice Sheet Traverse), il cui obiettivo è quello di  stimare l’aumento del livello dei mari attraverso lo studio degli archivi climatici. L’equipaggio della spedizione è formato da 10 scienziati tra  francesi del CNRS e dell’Università Grenoble Alpes e  italiani del CNR e dell’INGV e con il supporto di ricercatori australiani dell’Australian Antarctic Division. Oltre agli scienziati partecipanti alla spedizione, ci saranno circa altri 40  ricercatori provenienti da una quindicina di laboratori italiani, francesi ed australiani che lavoreranno sui dati raccolti. 

La squadra percorrerà in 50 giorni  1.318 km tra andata e ritorno in mezzo al plateau dell’Antartide, su una “traversa” organizzata dall’Istituto Polare Francese (IPEV) con la collaborazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), partendo dalla stazione italo francese Concordia in direzione Polo Sud. La spedizione EAIIST rappresenta una sfida logistica, essendo totalmente autonoma. Il convoglio di 243 tonnellate percorrerà i 1318 km ad un ritmo di 8 km/h con temperature da -25 a -45 °C. Se si conta anche lo spostamento dei mezzi dalla costa, in totale i chilometri percorsi saranno circa 4000.

In particolare gli scienziati dovranno verificare se e in che modo il riscaldamento globale influisce sul ghiaccio antartico, tenendo conto di ipotesi che prefigurano eventuali precipitazioni sul continente bianco. Infatti, anche se è stato già rilevato dalla comunità scientifica uno scioglimento accelerato della calotta polare, soprattutto nelle zone costiere, se il riscaldamento fosse accompagnato da forti precipitazioni la perdita di ghiaccio potrebbe risultare più limitata e, di conseguenza, anche l’aumento del livello dei mari sarebbe più contenuto. Gli scienziati cercheranno di verificare l’attendibilità di questa ipotesi controllando se sia realmente aumentato l’accumulo di neve sul plateau antartico. Per questo la traversa EAIIST esplorerà per alcune settimane una delle parti più aride, inospitali ed inesplorate del pianeta, essenziali per la regolazione del clima terrestre.

Nella regione che sarà attraversata, e che si trova a metà strada tra la stazione Concordia ed il Polo Sud, le scarsissime precipitazioni ed il regime dei venti portano alla formazione di strutture uniche sulla Terra dette ‘megadune’: superfici dall’apparenza vetrosa dove il ghiaccio è liscio e scoperto con ondulazioni su larga scala, invisibili a occhio nudo, ma rilevabili da satellite.  Comprenderne la formazione ed osservare come registrano la composizione dell’atmosfera è essenziale per interpretare i dati delle carote di ghiaccio che costituiscono gli archivi climatici. Queste regioni hanno caratteristiche analoghe a quelle esistenti durante le epoche glaciali, quando le precipitazioni erano molto scarse rispetto ai periodi più caldi. Sarà, necessariamente, una spedizione multidisciplinare, dove vengono messe insieme competenze diverse, dalla fisica della neve alla geofisica, dalla geochimica alla chimica dell’atmosfera, fino alla meteorologia. Verranno prelevati ad ogni tappa campioni di neve e carote di ghiaccio e studiati, utilizzando il radar, i vari strati di neve.

Saranno inoltre installati anche strumenti automatizzati (stazioni meteorologiche, stazioni GPS e stazioni sismiche), per poter ottenere una registrazione dell’andamento stagionale del ghiaccio e delle precipitazioni nei diversi siti visitati. Queste misure al suolo saranno poi correlate con i dati da satellite e completate da studi di laboratorio.

 La spedizione è finanziata lato francese dall’Agence nationale de la recherche e dalla Fondation BNP Paribas, lato italiano dal PNRA, finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e coordinato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per le attività scientifiche, e dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) per l’attuazione operativa delle spedizioni. Il costo del supporto logistico, inclusi gli stipendi del personale, supera il milione di Euro. L’agenzia francese “Agence nationale de la recherche” e la Fondazione BNP Paribas hanno finanziato l’impresa con ulteriori 1,6 milioni di euro.

Rita Lena

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