ANALISI/ Un fondo per il sostegno della ripresa economica

Festeggiamo i 70 anni della dichiarazione di Schuman, rileviamo e deduciamo che la politica ha prevalso, con la solidarietà del carbone e dell’acciaio e la risposta alla fame della PAC, andando oltre Messina con la firma a Roma dei Trattati CEE.

Solidarietà, pace e benessere

Non condividiamo le sirene, che, assenti a Bruxelles, ripetono che l’Europa danneggia i suoi cittadini, mentre leggiamo positivamente l’informazione scientifica cercando di superare le presunzioni o le percezioni degli Stati del Nord che rispondono alle sensibilità dei loro elettori, mentre le logiche del cammino dalle Comunità all’Unione confermano che la solidarietà è stata sempre prioritaria.

Richiamiamo la conferenza di Londra 1953 e la cancellazione dei debiti di guerra, i Trattati di pace, la PAC e la solidarietà per una Europa del benessere, superare la fame per garantire la salute. Sfide interne non avulse da sfide esterne come la caduta del Muro e la solidarietà con gli strumenti finanziari a sostegno degli allargamenti. 

Diligentemente sappiamo che il PIL non è sufficiente per misurare anche la qualità della vita e/o la felicità, c’è un percorso ed una data che possono aiutare: guardiamo, quindi ad Agenda 2030 dell’ONU, per rispondere a  come misurare il benessere, qualità della vita e mezzi di sussistenza, riconvertendo l’industria delle armi. 

La Commissione Europea con le sue iniziative o politiche per superare le sfide dei cambiamenti climatici (economia circolare ed altro) conferma l’impegno a sostegno dell’Agenda 2030 “eliminazione della povertà e il conseguimento dello sviluppo sostenibile entro il 2030, sulla base degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), adottati nel 2000″. L’Italia già dal 2010 ha posto in evidenza, iniziativa Istat e Cnel, l’importanza di approfondire le tematiche dello sviluppo equo e sostenibile, primo tra i Paesi del G7. Coerentemente distinguiamo le Organizzazioni Internazionali dall’Unione Europea, conseguentemente il Diritto Internazionale dal Diritto dell’Unione Europea per dedurre che nel cammino d’integrazione la BEI, “nata” con i Trattati di Roma, ha svolto un ruolo istituzionale nel sostenere gl’investimenti e quindi l’occupazione in funzione della politica dell’Unione, mentre l’ESM, disciplinato dal diritto internazionale, è “l’impresentabile” compromesso tra Stati che per esigenze interne hanno ignorato la politica economica, le ragioni e le logiche che hanno consentito dalle Comunità all’Unione con propri Trattati un percorso di  Pace e di solidarietà unico nella Storia dei popoli. 

In questo contesto di continuità di valori riproponiamo una solidarietà condivisa con obbligazioni BEI che diano certezza che la salute è un bene comune, che dati i rischi e le mortalità del corona virus, così come è vissuto, va gestita a livello istituzionale dall’Unione, dato che i confini sono solo mentali, in sinergia con la crisi economica sostenendo il dialogo tra impresa ed accademia, ricerca e benessere, affinché sviluppo locale e globalizzazione siano coniugati insieme superando anche il deficit democratico delle Organizzazioni Internazionali, indispensabili interlocutrici.

E’ evidente sempre di più la domanda di un’economia mista, data la funzione pubblica di salvataggio e i limiti verificati della teoria di Smith; Quindi, l’avvio di un fondo che nel garantire o sostenere la ripresa economica sia utile al dialogo tra Imprese ed Accademia per un  modello di sviluppo che nel sostenere l’occupazione (tenuta delle imprese e sostegno alimentare alle famiglie) consenta d’innovare ed istruire, rispondendo alle sfide del cambiamento  imposte anche con l’obbligo salutare della digitalizzazione.

 Pertanto finalizziamo  la creazione del fondo con  obbligazioni, gestito dalla Bei, utile per i Paesi il cui spread oscilla pericolosamente rispetto ai bund della Germania che immessi sul mercato pagano rendimenti negativi; in questo aiuta a riflettere il ruolo che una Società di rating Europea con capitale pubblico e privato può svolgere nella corretta informazione sul futuro prossimo dell’economia: dotiamoci degli strumenti per governare il nostro futuro di cittadini Europei. 

La BCE e la Commissione hanno agito tempestivamente, la prima dando certezza ad interventi di politica monetaria in continuità con la precedente Presidenza, mentre la seconda sospendendo il Patto di stabilità e permettendo l’uso dei Fondi strutturali, non ancora utilizzati, senza il cofinanziamento, indicando ulteriori percorsi reali.

 Però bisogna risalire alla causa, che sta nei ritardi nel non aver completato il cammino di una politica economica Europea, di cui la politica monetaria e fiscale sono strumenti essenziali. 

La nascita del Mercato Unico ha posto in evidenza la riforma dei Fondi strutturali ed il loro ruolo di rafforzare le aree di confine dell’Unione, mentre le quattro libertà non erano sufficienti, ma era indispensabile una Moneta Unica: l’Euro, ma sempre nella visione di una politica economica a sovranità Europea; Necessità sempre più palese di governare i limiti della BCE, manifestati dalla “imprudente” dichiarazione di M.me Lagarde, la cui esperienza a dirigere il FMI non è utile a presiedere la BCE.

L’egoismo degli Stati è evidente nell’esame delle Conclusioni dei Vertici che hanno deciso le riforme dei Trattati, dal dopo Amsterdam un’Europa intergovernativa si è imposta. La dialettica Istituzionale con la nuova Commissione ed il nuovo Parlamento, rafforzata dalle sfide esterne e senza confine di una salute senza “corona”, ma che ha bisogno di una politica del benessere attenta all’ambiente,  deve darsi nuovi e più avanzati equilibri, rispondendo in tempi certi alla necessità di un bilancio comunitario che si avvii al raggiungimento del 3% di risorse proprie, tassando le web società e riformando la politica fiscale con oscillazioni tributarie nel Mercato Unico non oltre il 3%; riduciamo l’elusione rendiamo palese che i paradisi in terra non sono ammessi e conseguentemente rendiamo la nostra Europa più equa e solidale anche nell’eliminazione del dumping sociale.

Siamo convinti che rientra nei valori dell’Unione contribuire ad una comunità più integrata anzichè pagare qualche sanzione o fare donazioni tenendo le proprie società nei paradisi in terra.      

 L’UE si cambia o si condivide se si sviluppano le capacità di capire come essere un valore aggiunto, comparando le diversità: un esempio la Kfw, istituita in Germania  per finanziare la ricostruzione mediante il piano Marshall, e la CdP in Italia, evidente anche la differenza del ruolo del sistema bancario pubblico nei Lander, mentre l’Italia ha privatizzato, privando il Sud della gestione del proprio risparmio con la chiusura del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia. 

Il “fiore in bocca” e le cure vitali di governance democratica, l’Unione non è sola ed incompresa. L’emergenza del Coronavirus colpisce l’economia europea e mondiale all’inizio di un ciclo politico, con una nuova Commissione e un nuovo Parlamento Europeo, a cui non sfugge la riforma della governance Europea e la transizione ecologica, non disgiunta dalla comunicazione digitale, che però pone in evidenza la disciplina di un comportamento collettivo che rispetti lo Stato di diritto. Le logiche del cammino dalle Comunità all’Unione evidenziano che le sfide esterne hanno aiutato l’Unione ad integrarsi maggiormente. 

La crisi sanitaria ed economica ha coinvolto tutti gli Stati, evidenziando la loro impotenza a gestire da soli  le calamità in circostanze eccezionali, “costringendo” i governanti o politici a mutualizzare le forme d’intervento per superare la crisi sanitaria e sociale. 

Comunità come cura:volver al origin de la construcción de Europa“. Nella situazione nella quale una piaga biblica colpisce violentemente i popoli d’Europa, è necessario che, con la massima urgenza, tutti si rechino in aiuto dei più colpiti, Italia e Spagna, con la totalità dei loro mezzi di cui possono disporre, inclusi “los efectivos militares“. Non serve invocare alcun articolo concreto di nessun trattato, se non la coscienza di costituire un popolo Europeo solidale.

 Quando l’attuale catastrofe terminerà sarà l’occasione di tornare all’origine della costruzione dell’Europa, stabilendo giuridicamente, tra le altre cose, un vero esercito continentale che, oltre le funzioni tradizionali, assuma la protezione del popolo Europeo in tutte le emergenze. Però questa è l’ora di agire con tutti i mezzi disponibili, sanitari, economici ed umani, andando oltre l’interpretazione letterale  dei Trattati. 

Faremo un ulteriore passo per sostenere un’Europa solidale ed economicamente più integrata e compresa, non tralasciando, però, il superamento del deficit democratico, consentendo in casi ben disciplinati il voto a maggioranza qualificata, cancellando il veto, rileggendo i Trattati, aiutati dalla evidente “inesistenza” dei confini, per rendere irreversibile l’adesione all’U.E., dare ad Essa più sovranità con elezioni che mettano assieme in nuovi collegi le regioni già di confine e con sviluppo locale simile, permettendo una governance della globalizzazione: salute dixit e solidarietà docet, diligentemente e coerentemente con l’interpretazione “estensiva” del diritto dell’U.E..

Oviedo-Roma 4 Aprile 2020, Network “I Mediterranei South Est Dialogue”

Mariano Abad J.M. Chair ad personam E.C. Oviedo

Pasquale Lino Saccà, J.M. Chair ad personam E.C. Roma

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