ANALISI/ Quo vadis Europa? “I still love you”

Remain o Brexit un racconto che fa riflettere sui limiti, le presunzioni e la realtà.

Lino Saccà

Il Consiglio Europeo del 21 e 22 marzo con le conclusioni che indicano una interpretazione estensiva di una scadenza procrastinabile: 12 Aprile se Camera  dei Comuni condivide e 22 Maggio prima del voto per il P.E.

Mrs. May da lungo tempo “testardamente” continua a difendere il proprio futuro politico, ma  ha dovuto prendere atto che dopo due voti contrari della Camera e le visibili manifestazioni per un Remain la Camera dei Comuni potrà decidere; Conseguentemente, la Camera dei Comuni ha preso in esame le 8 possibili soluzioni alternative alla proposta May, disponibile a dimettersi se condivisa.

Il risultato, con meno no per un secondo referendum e per una unione doganale con la UE, non è stato risolutivo; ieri, un ulteriore nuovo voto, che non innova, le quattro opzioni soft o alternative al no deal sono state bocciate

La Camera dei Comuni non riesce a prendere atto che c’è  amore per l’U.E. così come è stato manifestato; In questo aiuta anche la May,  la cui visione politica non è aggiornata ai cambiamenti per l’incapacità di apprendere dal lungo percorso post referendum che l’Unione esiste. Infatti il Brexit o il Remain hanno evidenziato che il potere d’iniziativa della Commissione ha consentito l’affermarsi di un’Europa di Pace e di un acquis communautaire di cui la cittadinanza è uno dei pilastri, consentendo a Barnier ed al team di funzionari di far capire quanto sia utile condividere i vantaggi, non solo economici, di partecipare e ampliare i propri diritti di cittadinanza. L’Unione esiste e la compattezza dei 27 è proprio dovuta al ruolo svolto dalla Commissione che conosce e sa gestire i dossier. Ora a decidere per il Remain, democrazia impone, che siano i sudditi con due percorsi  democraticamente possibili, un periodo lungo, consentendo di partecipare alle elezioni di Maggio con l’obiettivo di arrivare alla naturale scadenza del 2021 della Camera dei Comuni.

Nessuno andrà a casa prima, ma soprattutto il dibattito per la nuova Camera farà chiarezza all’interno delle forze politiche, consentendo anche ai laburisti di mandare un messaggio chiaro pure nei collegi del Brexit a sostegno del Remain, senza “equivoci light”, poiché la sovranità è dei sudditi e saranno loro a decidere votando per la Camera. Mentre l’Unione conferma che il suo affermarsi è anche dovuto a non aver mai imposto la propria volontà, ma ha sempre lasciato agli Stati membri di decidere: il rischio Crimea non fa parte del successo dell’Unione di Pace.

Il Consiglio Europeo e la politica dell’Unione

In particolare, per non dimenticare la chiave di lettura della dialettica Istituzionale, nella fattispecie nelle conclusioni di Marzo si legge: Il Consiglio europeo prende atto della lettera della prima ministra Theresa May del 20 marzo 2019. In risposta, il Consiglio europeo approva lo strumento relativo all’accordo di recesso e la dichiarazione congiunta integrativa della dichiarazione politica concordata tra la Commissione europea e il governo del Regno Unito a Strasburgo l’11 marzo 2019. -Il Consiglio europeo acconsente a una proroga fino al 22 maggio 2019, a condizione che l’accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei Comuni la prossima settimana. Se l’accordo di recesso non sarà approvato dalla Camera dei Comuni la prossima settimana, il Consiglio europeo acconsente a una proroga fino al 12 aprile 2019 e si attende che il Regno Unito indichi prima di tale data il percorso da seguire, in vista dell’esame da parte del Consiglio europeo.-

Il Consiglio europeo ribadisce che non è possibile riaprire l’accordo di recesso che è stato concordato tra l’Unione e il Regno Unito nel novembre 2018. Ogni impegno, dichiarazione o altro atto unilaterale dovrebbe essere compatibile con la lettera e lo spirito dell’accordo di recesso. -Il Consiglio europeo chiede di proseguire i lavori sulle misure di preparazione e di emergenza a tutti i livelli per far fronte alle conseguenze del recesso del Regno Unito, prendendo in considerazione tutti gli esiti possibili. -Il Consiglio europeo continuerà a occuparsi della questione”.

 Non sarà “ardua” la sentenza che i posteri, sudditi, consapevolmente edotti daranno, se decideranno di riflettere più a lungo partecipando al voto di Maggio per il P.E e, successivamente alla scadenza naturale o poco prima, voteranno per la Camera dei Comuni,  vista l’affermarsi di un’Europa che volontariamente condivide lo stare insieme per un futuro di Pace.

 Pechino docet e fa riflettere

Il Cammino dalle Comunità all’Unione insegna, immemori e distratti inclusi, che il motore del processo d’integrazione rimangono la Francia e la Germania, basta leggere i Trattati di pace della prima e seconda guerra mondiale e conseguentemente la nascita della CECA;   In continuità, ilDirettorio Macron  Merkel con l’inclusione di Juncker dimostra la volontà politica di superare i limiti dell’agire con il metodo intergovernativo, le conclusioni dell’incontro a Parigi con Xi Jinping confermano che svolgendo un ruolo politico attivo nelle Istituzioni Europee è possibile coniugare assieme  le priorità  degli Stati più grandi con le percezioni dei più piccoli, senza che siano di ostacolo allo sviluppo locale delle aree marginali o di confine dell’Unione; Le riforme dei Fondi Strutturali ed il Fondo di Coesione sono un esempio  che l’Unione esiste ed è percepita, poichè non trascura di sviluppare e sostenere il Mercato Unico di oltre 500 milioni di consumatori. In questo contesto s’inserisce la volontà politica di governare il Pilastro sociale e renderlo più equo, così come incomincia ad essere evidente che non c’è alternativa ad una politica fiscale che eviti forme di concorrenza distorsive e sleali.

L’Italia negli ultimi anni ha potuto svolgere un ruolo non secondario con le due presidenze: Parlamento Europeo e BCE, ma è dagli anni novanta che non riesce ad incidere come potrebbe nelle scelte politiche prioritarie e più efficaci dell’Unione. Alcuni lo attribuiscono alla carente memoria storica, poichè dopo la caduta del Muro di Berlino (1989), mentre i paesi del centro-est in nome della libertà e della salvaguardia della propria acquisita sovranità sceglievano Bruxelles, le forze politiche dell’Europa Comunitaria che avevano sostenuto che il futuro migliore era Mosca dovevano “accettare” o incominciare a prestare attenzione costruttiva alle Istituzioni Europee, però privi di memoria storica; a tutt’oggi sfugge loro la logica del processo d’integrazione e conseguentemente una prospettiva futura coerente con i cambiamenti.

Una sovranità Europea è sempre più rilevabile, come conseguenza logica e volontà politica sempre più visibile dal Mercato Comune all’Euro, così da condividere, al momento a piccoli passi, una politica economica comune e conseguentemente un’Europa senza confini mentali e, quindi, sovrana.      

La Presidenza della Romania

Sottolinea anch’Essa che l’Unione esiste e permette alle diversità di essere condivise. Il Consiglio Europeo nella giornata del 22 ha così ribadito, attraverso il Presidente Tusk, in preparazione del vertice UE-Cina del prossimo 9 aprile, che intende concentrarsi  “sul raggiungimento di una relazione equilibrata, in grado di assicurare la concorrenza leale e un pari accesso al mercato. In questo contesto speriamo di persuadere la Cina ad includere le sovvenzioni all’industria quale elemento fondamentale della riforma dell’OMC.” Mentre a cinque anni dalla annessione “illegale” della Crimea “L’UE ribadisce che non riconosce e continua a condannare questa violazione del diritto internazionale che rimane una sfida diretta alla sicurezza internazionale.

“Ricordiamo anche che la Romania bagnata dal Mar Nero, aiuta a guardare ad Oriente, alle fonti del Caspio, coniugando assieme e rafforzando il dialogo Sud-Est. Pertanto, guardiamo al contesto geopolitico e rileviamo che l’U.E. non trascura gli aiuti umanitari Mozambico, Malawi e Zimbabwe, infatti i Capi di Stato o di governo “si sono compiaciuti della risposta di emergenza già fornita dall’UE e dai suoi Stati membri e si sono detti disposti a continuare a fornire aiuti umanitari urgenti”. Tornando alle sfide interne, il Consiglio Europeo mette in evidenza  il rafforzamento della base economica europea e ritiene di approfondire ulteriormente il mercato unico ed invita la Commissione europea  a elaborare, entro marzo 2020, un piano d’azione a lungo termine per una migliore attuazione delle norme del mercato unico. Cosi pure, un rafforzamento della politica d’integrazione è indicata nello sviluppo di una base industriale sostenibile e competitiva, invitando la Commissione “a presentare, entro la fine del 2019, una visione a lungo termine del futuro industriale dell’UE, accompagnata da misure concrete”; Inoltre, per  Sviluppare l’economia digitale Il Consiglio Europeo attende con interesse la raccomandazione della Commissione sulla sicurezza delle reti 5G; Altresì, ritiene di Intensificare gli investimenti e l’assunzione di rischi nella ricerca e nell’innovazione attraverso misure quali il sostegno al Consiglio europeo per l’innovazione, e d’insistere a favore di un programma di libero scambio con misure quali la conclusione di nuovi accordi di libero scambio, il pieno utilizzo degli strumenti di difesa commerciale e la ripresa del dibattito sullo strumento dell’UE per gli appalti internazionali.

Il Consiglio Europeo ha inoltre chiesto che siano adottate le misure necessarie per la rapida attuazione della dichiarazione congiunta USA-UE del 25 luglio 2018.Mentre per i Cambiamenti climatici ribadisce l’impegno a sostegno dell’accordo di Parigi, richiamando o ricordando ai paesi dell’UE “di mettere a punto le loro strategie nazionali di lungo termine. Il tema sarà ridiscusso ulteriormente al C.E. di giugno 2019.

Il superamento dei confini: comunicazione e democrazia.

In vista delle prossime elezioni europee, il Consiglio Europeo per “proteggere l’integrità democratica delle elezioni europee e nazionali in tutta l’UE ha esortato gli operatori privati come le piattaforme online e i social network a dare piena attuazione al codice di buone pratiche e a garantire standard più elevati di responsabilità e trasparenza”. Sempre con riferimento alla domanda d’Europa ed ai “confini” viene evidenziato cheI primi ministri di Islanda, Liechtenstein e Norvegia sono stati invitati in qualità di ospiti al Consiglio europeo per celebrare il 25º anniversario del SEE. In questa occasione, venerdì 22 marzo i leader dell’UE hanno avuto l’opportunità di procedere a uno scambio di opinioni.

C’è, quindi, un’Europa di Pace che il voto in Slovacchia con l’elezione di un Presidente Europeista evidenzia, così come si può rilevare dalle manifestazioni per il Remain nel Regno Unito e Irlanda del Nord, mentre qualcosa cambia anche in Turchia con l’elezioni amministrative ed aspettiamo il secondo turno di voto in Ucraina. Dopo Maggio avremo modo di riflettere su l’Europa “geopolitica”, esaminando i risultati delle elezioni Europee e la dialettica Istituzionale, guardando al futuro assieme agli attori dello sviluppo per una democrazia a sovranità Europea, rileggendo la conferenza di Messina e la conferenza di Barcellona per un dialogo sud-est ed un Mediterraneo di Pace, come evidenzia la recente visita di papa Francesco in Marocco.

Quo vadis Europa, il ciclo di seminari alla Lumsa con l’Odg, il Network “I Mediterranei South East Dialogue” delle cattedre J.Monnet, l’Apre, l’Ecipa e l’Antenna Europa di Aris notiziari, inizia giovedi 4 aprile  ed è la risposta possibile per leggere l’Unione Europea attraverso la dialettica Istituzionale e le politiche dall’ambiente, alla salute, all’alimentazione e alla ricerca per un’informazione, new media, che trasmetta conoscenza.

Pasquale Lino Saccà      

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