Alto il numero di studenti che non arrivano al diploma

Giungono indicazioni negative sul fronte degli studenti che non arrivano al diploma: secondo la Fondazione Agnelli è un fenomeno “estremamente grave e preoccupante per il nostro Paese che resta 7 punti sopra l’obiettivo europeo del 10%”, aggravato dai numeri incerti sugli esiti degli iscritti ai Centri di formazione professionale, considerati “un punto decisamente problematico”.

In effetti, il numero di alunni che lascia la scuola avendo solo conseguito la licenza media rimane altissimo: se l’Unione Europea chiede di portare al 10%, entro il 2020, il tasso di abbandono dei banchi, riferendosi a quei giovani fra i 18 e i 24 anni che si sono fermati al titolo di terza media, l’Italia rimane ferma al 17,6%. Eppure, in alcuni Paesi dell’Est, come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia dove i livelli di vita non sono paragonabili all’Italia, i livelli di abbandono scolastico si attestano attorno al 5%.

Per Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “il nostro Paese non può più permettersi di perdere per strada 2 milioni e 900mila giovani delle superiori, come è accaduto negli ultimi tre lustri. Anche perché si tratta di ragazzi tra i 16 e i 19 anni quasi sempre destinati ad allargare il numero dei Neet, l’esercito sempre più ampio di giovani che non studia e non lavora”. Il sindacalista Anief-Confedir ricorda gli interventi da attuare per invertire la tendenza: elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, potenziare le esperienze di stage e riportare il tempo scuola, assieme al numero di posti, sui livelli precedenti alla riforma Tremonti-Gelmini del 2008. “Ciò migliorerebbe la didattica, tratterebbe gli alunni e aprirebbe le porte a decine di migliaia di docenti precari abilitati al momento senza prospettive di stabilizzazione”.

A.G.

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