Ad Anzio “4 passi sulla Shingle”, per non dimenticare

IMG_20170219_171641 “Soltanto mantenendo viva la memoria sul nostro passato è possibile costruire un futuro migliore per le nuove generazioni”: con queste parole il Presidente del Museo dello Sbarco, Patrizio Colantuono, ha chiuso la manifestazione “4 passi sulla Shingle”, svoltasi domenica 19 febbraio e imperniata sulla visita ai luoghi simbolo delle operazioni militari che si sono svolte sul litorale laziale nei primi mesi del 1944 dopo lo sbarco alleato del 22 gennaio. Si trattava dell’ “Operazione Shingle”  (“ciottoli di spiaggia”, la traduzione), fortemente voluta da Winston Churchill e approvata, durante la conferenza di Marrakech del 7-8 gennaio 1944, dal presidente americano Franklin D. Roosevelt, per puntare su Roma, in correlazione con l’attacco su Cassino.IMG_20170219_171541

L’iniziativa dei “4 passi sulla Shingle”, nata dalla collaborazione tra il Museo dello sbarco di Anzio, sorto nel 1993, e  l’Associazione Battaglia di Cassino, presieduta dall’avv. Roberto Molle, ha idealmente ricollegato – 73 anni dopo quelle cruente battaglie – i due punti nevralgici delle operazioni militari che precedettero la liberazione di Roma: Anzio-Nettuno a Nord e Cassino al Sud. Un collegamento già presente da tempo nel Museo Piana delle Orme,  in provincia di Latina, e reso ora anche visivamente esplicito da una recentissima App storico-turistica “Montecassino e Linea Gustav: un luogo, una storia, realizzata in 5 lingue (italiano, inglese, tedesco, polacco e francese) che porta il visitatore, grazie a un puntuale sistema di geolocalizzazione, proprio sui luoghi oggetto di questa e di altre iniziative simili, come la “4 passi sulla Gustav”, antesignana di questo modo di coinvolgere uomini, donne e ragazzi sui percorsi della storia vissuta dai nostri nonni e da tantissimi ragazzi di una ventina di nazionalità che vennero a morire in queste zone del Lazio per la nostra libertà.IMG_20170219_163901

La “4 passi sulla Shingle” del 17 febbraio ha portato i partecipanti – oltre che al museo di Villa Adele – sui luoghi dello sbarco:  la “Yellow Beach” per i Ranger americani, nella zona del porto di Anzio e la “Peter Beach”, tra Tor Caldara e Lido dei Pini, per i britannici della Prima Divisione, comandata dal generale Penny.  E anche, a fine giornata, nei nuovi locali di Piazza Pia 19, dove – per volontà della giunta comunale – hanno trovato posto altri reperti, divise, mappe e molte fotografie d’epoca, oltre a una raccolta di libri sullo sbarco di Anzio-Nettuno.IMG_20170219_171522

Nelle varie tappe hanno fatto da guida Patrizio Colantuono e Gianni Blasi, consulente del Museo di Piana delle Orme a Borgo Faiti (che ospita molti dei mezzi e dei reperti bellici recuperati sui campi di battaglia di Anzio, Nettuno, Aprilia, Cisterna, ecc.). Ma c’è stato anche il contributo di  altre persone che in questi anni hanno raccolto, mantenuto e  salvato “pezzi” di quella storia militare e umana, come il presidente e gli associati dell’Highway Six Club (www.hw6.it), il nome con il quale gli americani indicavano la Casilina attraverso la quale volevano arrivare a Roma dal Sud e liberarla (come poi avvenne solo il 4 giugno 1944, Due giorni dopo, il 6 giugno, ci sarebbe stato il D-Day in Normandia).Patrizio Colantuomo e Gianni Blasi IMG_20170219_164251

Un salvataggio di reperti limitato e parziale, costellato di episodi di incuria e trascuratezza, come quello della grande boa di metallo (6 metri di diametro) che qualcuno ha potuto tranquillamente recuperare, tagliare e vendere come ferrovecchio. O come l’unico bunker tedesco rimasto sulla costa, alla fine della riviera Zanardelli e trasformato in una discutibile opera d’arte, ora desolatamente arrugginita (come testimonia, una delle cento schede geolocalizzate dell’App  “Montecassino e Linea Gustav”).

Patrizo Colantuono illustra gli eventi dello sbarco di Anzio 20170219_164231Ora, però, sembra che – almeno ad Anzio (molto più che a Nettuno dove l’omologo Museo dello Sbarco sembra essere in uno stato pre-comatoso, dopo essere stato inizialmente più ricco di quello anziate) –   ci sia un forte risveglio del  senso della Memoria, con un orientamento deciso verso il coinvolgimento delle giovani generazioni.

Significativo che dal materiale grafico realizzato quest’anno per il 73.mo anniversario dello sbarco (pannelli, manifesti, locandine, depliant, supporti multimediali) siano state eliminate tutte le immagini esplicitamente “belliche” per dare spazio alla figura di Angelita, vestita di rosso, insieme a fotografie inedite di bambini anziati che hanno vissuto, con la loro innocenza, una delle pagine più drammatiche della storia del XX secolo.Locandina Angelita Anzio
Nel programma del 73.mo anniversario notevole spazio è stato dedicato alle scuole di Anzio: gli studenti del Liceo artistico, il 17 gennaio, in Piazza Pia, hanno esposto i loro elaborati nell’ambito della mostra organizzata dal Museo dello Sbarco; e gli alunni della scuola primaria, il 18 gennaio, insieme alla Banda Musicale Città di Anzio ed alla Corale polifonica, hanno intonato le note della canzone “Angelita” ai piedi del monumento che ricorda la bambina-simboloIMG_20170219_172133 morta pochi giorni dopo lo sbarco.

IMG_20170219_173311Certo, la distanza tra i nostri musei dello Sbarco e quelli della Normandia rimane siderale e quello che è stato perduto qui, per l’incuria e la speculazione edilizia, non potrà mai più essere recuperato. Ma resta il segno di una volontà nuova che le istituzioni – e più ancora le singole persone e le associazioni – stanno mettendo in campo.

Cesare Protettì

Nelle foto:

  1. Truppe alleate escono dalla testa di ponte di Anzio: una delle foto esposte nella nuova sede di Piazza Pia, “estensione” del Museo di Villa Adele nel cuore della città.
  2. Mappe e libri nei nuovi locali del Museo a piazza Pia. Più sotto, sotto il manifesto di Angelita per il 73.mo anniversario dello Sbarco.
  3. Patrizio Colantuono e Gianni Blasi raccontano, davanti a una lapide che la ricorda, la vicenda della nave Spartan, esplosa e colata a picco, con oltre 200 uomini, dopo essere stata colpita nel porto di Anzio da una bomba teleguidata tedesca che si era infilata nella ciminiera della nave.
  4. Alcuni dei partecipanti a “4 passi sulla Shingle” sotto la lapide che ricorda il sacrificio degli uomini del Raggruppamento Operazioni Speciali statunitense-canadese che dal 2 febbraio 1944, per 90 giorni, attestati sul Canale Mussolini, fecero da scudo alla testa di ponte alleata.
  5. La nuova sede della mostra fotografica e di modellismo, in piazza Pia, che da quest’anno amplia l’area espositiva del Museo dello Sbarco di Anzio.

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