Riscaldamento globale, al via l’operazione “Ice Memory”

ghiacciaio-dei-forniIl primo ‘santuario’ mondiale dei ghiacci provenienti dai ghiacciai minacciati dal riscaldamento globale. E’ iniziata dai 4200 metri del ghiacciaio del Grand Combin, al confine tra Svizzera e Italia, la corsa contro il tempo per mettere al sicuro la ‘memoria’ dei ghiacciai italiani alpini e appenninici e i ghiacci europei più minacciati dai cambiamenti climatici.

La missione di ricognizione organizzata dai glaciologi dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) dirà in quale punto del ghiacciaio sarà possibile estrarre, in una prossima spedizione, la carota di ghiaccio più profonda, capace di raccontare secoli di storia del clima. Le carote di ghiaccio sono considerate, infatti,  un archivio di informazioni unico sul passato del pianeta e fondamentale per mettere nella giusta prospettiva i cambiamenti attuali e futuri.

I campioni estratti  saranno patrimonio dell’umanità, con una governance internazionale che ne assicuri la conservazione, così come l’utilizzo eccezionale e appropriato e per permettere alle future generazioni di scienziati di poter svolgere analisi senza precedenti.

“I ghiacci hanno intrappolato elementi chimici, particelle organiche e altre tracce dell’ambiente e del clima passato –  spiega ,  tra gli ideatori di Ice memory, professore a Ca’ Foscari ed associato all’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Cnr.” I primi campioni sono già  stati estratti, dal team internazionale, sul Monte Bianco, sul ghiacciaio Illimani, in Bolivia, e sui ghiacciai di Belukha e Elbrus, in Russia. I ricercatori italiani stanno ora organizzando spedizioni su ghiacciai destinati a scomparire nei prossimi decenni.

Nella lista ci sono il Colle Gnifetti (Monte Rosa), l’ultimo ghiacciaio importante delle Dolomiti (Marmolada), il ghiacciaio più a bassa quota delle Alpi (Montasio, in Friuli, circa 1900 metri di quota) e il ghiacciaio più a sud d’Europa (Calderone, in Abruzzo).

 I rilievi effettuati con il georadar permetteranno una ricostruzione tridimensionale del substrato roccioso nascosto dal ghiaccio, mentre un campionamento di 12 metri sarà presto analizzato nei laboratori di Venezia per preparare al meglio la campagna vera e propria. “Ice Memory” è un progetto internazionale patrocinato dalle commissioni nazionali Unesco di Francia e Italia, che vede impegnati glaciologi di vari Paesi, tra cui i co-ideatori francesi del progetto;  il programma di missioni italiane ha ottenuto un finanziamento di 920mila euro da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Rita Lena

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