Confermata la presenza di acqua salata sotto la superficie di Marte

marteAcqua che, secondo una ricerca del  California Institute of Technology (Caltech) pubblicata su Nature Geoscience,  conterrebbe ossigeno molecolare in quantità sufficienti a sostenere forme di vita semplici come microrganismi aerobi ed anche più complessi come le  spugne. Sulla Terra questo genere di forme di vita si è evoluto, in milioni di anni,  insieme alla fotosintesi, alzando i livelli di ossigeno atmosferico. Marte, invece,  sembra essere  poverissimo di questo gas.

Vlada Stamenkovic insieme ai suoi colleghi ha calcolato quanto ossigeno molecolare potrebbe essersi disciolto nell’ acqua salmastra nelle diverse condizioni di pressione e temperatura presenti sotto la superficie del pianeta rosso. Ed è stato scoperto  che le concentrazioni di ossigeno molecolare sono  particolarmente alte nelle regioni polari.

Secondo i ricercatori anche  il lago di acqua salata individuato sotto la superficie di Marte, potrebbe contenere abbastanza ossigeno per sostenere forme di vita con metabolismo basato sull’ossigeno. Una scoperta, che  potrebbe spiegare anche la fase di ossidazione delle rocce marziane viste dai rovers e ,  in prospettiva, incentivare la ricerca della vita su altri pianeti e lune che hanno anche piccole quantità di acqua salata o oceani sotterranei,  fonti di ossigeno diverse dalla fotosintesi.

All’Agenzia Spaziale Italiana  la soddisfazione è tangibile, perché la scoperta del Caltech va a confermare  quella fatta  nel 2005 dallo strumento italiano Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) il radar  a bordo della sonda Mars Express (Esa), che inviando impulsi radio a media frequenza verso il pianeta ha scoperto sotto la sua  superficie, a un chilometro e mezzo di profondità,  la presenza di un lago salato ampio venti chilometri, ma poco profondo. C’è vita in questo lago? E’ difficile dirlo, per saperlo bisognerebbe andare su Marte e scavare. Ma si suppone che su Marte ci sia stata una fase, che ha reso possibile la vita. Per scoprirlo c’è ancora molto lavoro da fare: nel 2020, nell’ambito della missione Mars Sample Return, il trapano, progettato e realizzato interamente in Italia, negli stabilimenti di Leonardo a Nerviano in collaborazione con Thales Alenia Spazio, montato sul rover della missione ExoMars dell’Esa,  affonderà la sua punta nel suolo marziano fino a due metri di profondità per cercare tracce di  vita, mentre lo spettrometro all’interno della trivella farà un’analisi chimico fisica del terreno. Non resta che aspettare.

Rita Lena

 

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