UE e migranti/ Le conclusioni del Consiglio europeo del 18 ottobre

ue“Occorre rafforzare il contrasto alle reti di trafficanti di persone: si dovrebbe intensificare la collaborazione con i paesi terzi in materia di indagine, arresto e perseguimento di soggetti dediti al traffico e alla tratta, al fine di evitare che le persone intraprendano viaggi pericolosi”: è una delle conclusioni condivise al Consiglio europeo del 18 ottobre, dedicato in gran parte al tema di migranti e della sicurezza in Europa.

Prenderà le mosse da qui il Seminario del 23 ottobre alla LUMSA (Aula Pia ore 14-18) intitolato “Quo vadis Europa?” in cui si parlerà delle politiche dell’Unione,  dei programmi della Commissione, delle’integrazione delle regioni periferiche e, appunto, della questione dei migranti.

“Sebbene sia stato ottenuto un calo del 95% del numero di attraversamenti illegali delle frontiere verso l’UE rilevati rispetto al picco registrato nell’ottobre 2015 – rileva il Consiglio – alcuni flussi interni e recenti flussi esterni richiedono un’attenzione sostenuta”.

A seguito della discussione informale dei leader tenutasi a Salisburgo, il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di “continuare a prevenire la migrazione illegale e di rafforzare la cooperazione con i paesi di origine e di transito, in particolare dell’Africa settentrionale, nel quadro di un più ampio partenariato.

Secondo il consiglio (qui il documento finale nella sua integrità)   occorre rafforzare il contrasto alle reti di trafficanti ed è opportuno istituire una task force congiunta presso il Centro europeo contro il traffico di migranti di Europol. Le comunicazioni online delle reti di trafficanti dovrebbero essere monitorate e ostacolate in maniera più efficace. Si invita il Consiglio, con il sostegno della Commissione, a mettere a punto, a tal fine, un insieme completo e operativo di misure entro dicembre.

Il consesso invita poi il Parlamento europeo e il Consiglio “ad esaminare, in via prioritaria, le recenti proposte della Commissione riguardanti la direttiva sui rimpatri, l’Agenzia per l’asilo nonché la guardia di frontiera e costiera europea, garantendo l’impiego delle risorse nel modo più efficiente possibile ed elaborando norme comuni minime per la sorveglianza delle frontiere esterne, nel dovuto rispetto della responsabilità degli Stati membri”.

Secondo il Consiglio europeo è “opportuno adoperarsi maggiormente per facilitare rimpatri effettivi. Occorrerebbe migliorare l’attuazione degli accordi di riammissione vigenti, in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri, e concludere nuovi accordi e intese, creando e applicando nel contempo le necessarie leve mediante il ricorso all’insieme delle politiche, degli strumenti e dei mezzi pertinenti dell’UE, compresi lo sviluppo, il commercio e i visti”.

Red

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