Maltempo a Roma/ Volo Ryanair dirottato su Pescara. Odissea nella notte per i passeggeri

ryanair3Odissea ieri per i passeggeri del volo Ryanair n. FR2693, partito da Lisbona alle 16.30 (con circa mezz’ora di ritardo) ed atterrato in Italia, a Pescara – invece che a Roma Ciampino – alle 21.16 (ora italiana), in ritardo di oltre 2 ore, a causa dell’imperversare del maltempo su Roma. A Ciampino infatti è stato impossibile scendere, visto l’imperversare del nubifragio sulla capitale, che ha costretto a spostare a Napoli alcuni voli con atterraggio previsto a Fiumicino.I passeggeri del volo Lisbona-Ciampino, tra cui una dozzina di bambini, hanno però potuto fare rientro a Roma solo a notte fonda, poco prima delle 3 di notte, perché la Ryanair non è riuscita a organizzare tempestivamente i pullman per il rientro a Roma da Pescara dei passeggeri bloccati all’aeroporto abruzz”La cosa gravese, stanchi e contrariati per il ritardo e l’attesa.

“E’ stata una notte da incubo – ha riferito Ramona C., romana e madre di due bambine che viaggiavano con lei sull’aereo insieme a un gruppetto di compagne di scuola – perché la Ryanair procrastinava di continuo l’orario di partenza del pullman”.

Si è scoperto successivamente che la società di pullman con cui Ryanair ha la convenzione ha sede a Sulmona e che quindi occorre circa un’ora per farli arrivare a Pescara. Per di più ieri sera – come ha riferito il responsabile dell’aeroporto – c’era nevischio e nebbia e il primo pullman ad arrivare ci ha impiegato 90 minuti.

“La cosa grave – ha riferito la signora Ramona C. – è che non è stata trasmessa  alla società dei pullman una lista passeggeri per organizzare l’emergenza in termini di numeri di mezzi da inviare e non è stato fatto cenno alla precedenza per le persone più fragili come disabili e bambini. Sono disgustata: scaricano le persone come animali in aeroporto, chiamano la società di pullman con cui Ryanair ha la convenzione senza assicurarsi che i mezzi siano sufficienti, imbarcano le famiglie con bambini (c’era anche un bimbo di 19 mesi) per ultimi invece che per primi. L’emergenza è stata gestita in  una modalità a dir poco assurda”.

 

Natalia Sacchi

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