Consultazione europea sull’ora legale, italiani disinteressati

ora-legaleSono stai resi noti oggi, dal commissario europeo per i trasporti Violet Bulc, i primi risultati di una consultazione online sull’ora legale, che ha avuto luogo dal 4 luglio al 16 agosto 2018: hanno risposto 4,6 milioni di cittadini da tutti i 28 Stati membri, che è il più alto numero di risposte mai ricevute in qualsiasi consultazione pubblica della Commissione. La consultazione sulla fauna avicola e gli habitat ha avuto 550.000 risposte; la modernizzazione della politica agricola comune oltre 322.000 risposte.

Va detto che le percentuali di risposte in 26 dei 28 paesi non superano il 2%: nella classifica dell’interesse sulla questione l’Italia è al penultimo posto (0,4%) insieme alla Romania e precede il Regno Unito (0,2) che però è in piena Brexit. Solo i tedeschi (3,79%) e gli austriaci (2,94) hanno dimostrato un discreto interesse alla consultazione, anche perché – come altri europei del Nord – non hanno nessun reale beneficio dall’ora legale. Secondo i risultati preliminari (vedi in calce), l’84% degli intervistati è a favore di porre fine al cambiamento orologio due volte all’anno. Probabilmente quindi i singoli paesi saranno liberi di scegliere se tenere sempre l’ora solare o quella legale. Oppure di alternarla come si fa oggi.

Di sicuro, “il messaggio – ha commentato la Bulc – è molto chiaro: l’84% degli europei non vuole più cambiare gli orologi due volte l’anno. Parlamento e Consiglio, che decideranno poi insieme “. Considerazioni relative agli impatti negativi sulla salute, all’incremento degli incidenti stradali o alla mancanza di risparmi energetici, sono state avanzate dagli intervistati per motivare a porre fine al cambiamento.

I risultati finali della consultazione pubblica saranno pubblicati nelle prossime settimane. La Commissione presenterà ora una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio al fine di modificare le attuali disposizioni.

E’ dal 1996 che tutti gli europei spostano il loro orologio in avanti di un’ora l’ultima domenica di marzo e di un’ora indietro l’ultima domenica di ottobre, ma è dal 2000 che esiste una direttiva in merito. Lo scopo delle norme dell’UE è stato quello di affrontare i problemi, in particolare per i settori dei trasporti e della logistica, che derivano da un’applicazione non coordinata dei cambiamenti di orario nel corso dell’anno.

Per abolire la direttiva del 2000 ci vorrà comunque un procedimento complesso che richiede l’approvazione sia del Parlamento Europeo sia del Consiglio della UE, dove sono presenti tutti i governi dei 28 Stati dell’Unione.

Ramona Calvino

I RISULTATI DELLA PARTECIPAZIONE PAESE PER PAESE

Tasso di partecipazione in ciascuno Stato membro (in percentuale della popolazione nazionale):

Germania 3,79%

Austria 2,94%

Lussemburgo 1,78%

Finlandia 0,96%

Estonia 0,94%

Cipro 0,88%

Slovenia 0,73%

Slovacchia 0,60%

Repubblica Ceca 0,59%

Francia 0,59%

Belgio 0,55%

Croazia 0,52%

Svezia 0,48%

Lettonia 0,39%

Polonia 0,34%

Grecia 0,34%

Lituania 0,34%

Portogallo 0,33%

Malta 0,25%

Irlanda 0,24%

Ungheria 0,21%

Spagna 0,19%

Bulgaria 0,18%

Paesi Bassi 0,16%

Danimarca 0,11%

Italia 0,04%

Romania 0,04%

Regno Unito 0,02%

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