Emergenza Antartide, in 25 anni persi tremila miliardi di tonnellate di ghiaccio

 

antartide_cuveville-islandA lanciare l’allarme uno studio pubblicato su Nature dell’Università di Leeds, Leeds GB, condotto da Andrew Shepherd e al quale hanno partecipato ricercatori di 44 paesi tra cui l’Italia. Tremila miliardi di acqua dolce immessi nell’oceano tra il 1992 e il 2017, che corrispondono ad un aumento del livello del mare di 8 millimetri. Poco, se si pensa che la calotta glaciale antartica contiene abbastanza acqua da far salire il livello globale dei mari di 58 metri.

I ricercatori, che  hanno lavorato nell’ambito del progetto Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE) hanno cercato di capire l’esatto bilancio di massa del ghiacciaio che ricopre la calotta (al netto di perdite e guadagno di massa), un dato importante  per poter fare valutazioni attendibili dei futuri cambiamenti della massa glaciale. Gli scienziati sulla base di una considerevole mole di dati forniti da 24 satelliti, raccolti tra il 1992 e il 2017, hanno sviluppato modelli matematici per calcolare il bilancio di massa della superficie antartica. In 25 anni, hanno dimostrato,  il tasso di scioglimento del ghiaccio nell’Antartide occidentale è triplicato, passando (anche per effetto delle acque oceaniche  più calde) da 53 miliardi a 159 miliardi di tonnellate/anno.

La perdita totale di ghiaccio nella penisola antartica è aumentata, passando,  da quasi 7 miliardi a 33 miliardi di tonnellate l’anno. Il calcolo del bilancio di massa nella parte orientale dell’Antartide è invece più incerto. Sarà necessario, dicono gli scienziati,  riesaminare i dati in loro possesso, quelli ottenuti negli anni 90, e continuare le osservazioni satellitari. Future missioni come Sentinel-3, il recente Gravity Recovery and Climate Experiment Follow-On (GRACE-FO), e l’attesissimo ICESat-2, continueranno, infatti,  a dare nuove informazioni sull’andamento dei ghiacciai.

Lo studio è parte di una serie di articoli che esplorano il passato, il presente, e il futuro dell’Antartide, cercando di delineare un quadro dettagliato della situazione attuale del continente ghiacciato. Ad esempio, emerge che nei mari di Amunsdsen e Belligshausen le piattaforme si sono assottigliate del 18% rispetto ai primi anni ’90. E che,  nella penisola antartica, le temperature sono aumentate bruscamente provocando un crollo delle piattaforme di ghiaccio, a causa della fusione delle loro superfici, con una perdita complessiva, dagli anni ’50, di 34.000 km2 di superficie ghiacciata.

Una situazione preoccupante, secondo Helen Amanda Fricker, l’Università della California di San Diego, che ha spiegato: “la perdita di piattaforme di ghiaccio, che agiscono come tampone naturale, causano uno scorrimento più veloce dei ghiacciai verso il mare”. Nel Mare di Amundsen, infatti, l’assottigliamento dei ghiacci fino a sei metri l’anno ha provocato un’accelerazione di 1,5 km all’anno dello scioglimento dei ghiacciai di  Thwaites che fluiscono nella baia di Pine Island. Questi ghiacciai possono innalzare il livello del mare di oltre un metro e ora sono considerati instabili.

Rita Lena

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