Isola di Thengar Char, una trappola per profughi nel Pacifico

thengar-charE’ diventata una trappola nel Pacifico  Thengar Char, la remota isola nel Pacifico dove vengono spediti dalle autorità del Bangladesh i profughi Rohingya che, per fuggire dalle violenze operate nel Myammar, cercano di raggiungere  il Bangladesh attraversando il fiume Naf con zattere improvvisate.

Un esodo iniziato nell’agosto 2017 con centinaia di persone che, ogni settimana,  si dirigono verso il distretto meridionale  di Cox’s Bazar dove, attualmente, si trovano ammassate più di 700mila persone.  Un’emergenza umanitaria che sfiora la tragedia, per scongiurare la quale il governo del Bangladesh ha rispolverato un vecchio piano: quello di trasferire i profughi su quel fazzoletto di terra nel Golfo del Bengala.

Un luogo inadatto, secondo i dati messi a disposizione da Sentinel-1, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea, nel programma Copernicus. Disabitata e instabile, soggetta a cicloni, battuta da forti precipitazioni nella stagione dei monsoni, l’ isola non parrebbe la candidata ideale. I dati di Sentinel-1, acquisiti con radar, utilizzati nell’ambito del progetto “Earth Observation-based Services for Dynamic Information Needs in Humanitarian Action” hanno evidenziato chiaramente  la precarietà di Thengar Char.

L’isola, nell’attuale conformazione, è nata nel 2009. Si è formata con i sedimenti provenienti dall’Himalaya – afferma Andreas Braun dall’Università tedesca di Tubinga – lo abbiamo verificato confrontando i dati di ERS, European Remote-Sensing satellite e di ENVISAT, primi satelliti sviluppati dall’Agenzia Spaziale Europea per monitorare la Terra dallo Spazio.”

Secondo i dati di Sentinel-1, che danno prova del pericolo inondazioni,  è, dunque,  evidente il rischio di collocare migliaia di persone su un’isola vulnerabile, senza infrastrutture, a due ore di barca dalla terraferma. Tuttavia, le operazioni di insediamento sono già iniziate.

Rita Lena

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