ANALISI/ Unione Europea, andare oltre gli egoismi

L’Unione europea è spesso al centro di questo duro dibattito elettorale che si sta svolgendo  in Italia e quasi sempre lo è nella versione della matrigna cattiva che ci impone regole assurde e ci costringe  entro vincoli che ci impediscono di crescere. Il prof. Pasquale Lino Saccà della rete “I mediterranei”  Jean Monnet ci invita, invece, a una riflessione più ampia, partendo proprio dagli egoismi nazionali.

macronE’ assolutamente necessario un  superamento dell’egoismo degli Stati e delle “miopie” personali, vista anche l’impossibilità di rispondere con voce unica alle sfide intercontinentali, costretti ad un lento procedere nel decidere dell’Unione  sempre in attesa del voto nei singoli Stati.

Dopo, la Francia, l’Olanda e l’Austria abbiamo atteso settembre ed i risultati del voto in Germania. Solo oggi, 12 gennaio, dopo mesi di estenuanti trattative, è nata la nuova coalizione, che guiderà la Germania, mentre Teresa May, in Gran Bretagna, pur di salvare se stessa continua  a non voler rilevare che i sudditi di sua maestà – adesso che sono informati -preferiscono il Remain alla Brexit; I liberal democratici sono democraticamente i più coerenti, mentre i Laburisti dimenticano che la stella della pace coniuga la geografia con la Storia e, conseguentemente come confermato dalle pronunce dell’Alta Corte, della Corte Suprema e della Camera dei Comuni, un referendum consultivo rimane tale: consultivo.

Riconosciuto il peccato delle informazioni non complete e della volontà di chi l’Unione la vivrà più a lungo, cultura democratica insegna che c’è bisogno effettivamente di far decidere con un dibattito completo il popolo. Viste anche le difficoltà a mettere assieme convenienze reciproche (UE e UK), il  rinnovo delle Camera dei Comuni, anticipato nel 2020 di due anni rispetto al 2022, può dare un significato alla democrazia nella corretta interpretazione della sovranità popolare.

Intanto nel contesto delle piccole patrie o del malcontento popolare, l’Austria crede ancora nei confini, ma vuole renderli elastici, Italia permettendo.

firma-trattato-2017In Spagna non va meglio. Certamente ha lasciato perplessi la procedura adottata del referendum in Catalogna, forme di nazionalismo senza futuro, mentre per il rinnovo del Parlamento Catalano la maggioranza ha votato contro l’indipendenza, evidenziando anche un sistema elettorale che consente alle aree rurali di essere rappresentati con meno voti dei grandi centri urbani; C’è un aspetto positivo tutto si svolge pacificamente: l’Unione esiste e permette il dialogo con tante presunzioni che rischiano di rendere la pace reversibile.

Nelle nostre lezioni seminariali, alla Sapienza, nell’anno appena passato, abbiamo guardato ai nostri confini dal Mar del Nord alla penisola balcanica per sottolineare che le fughe dall’Unione  minano la Pace;  il Mediterraneo ha le sue debolezze, ma sempre nel contesto dei ritardi nel dare all’Unione una Sua sovranità e permettere d’integrare le regioni già di confine per non rifiutare l’altro e dialogare uniti con la Russia. Così insegna la domanda d’Europa di pace con la Nato ed una difesa comune non disgiunta. Quo vadis U.K? In questo contesto, rimane attuale un richiamo all’Africa e alla politica di vicinato (PEV) per rilevare che l’Unione ha gli strumenti per creare sviluppo oltre i propri confini e rispondere positivamente alle sfide dell’immigrazione.

IEuropa 28 bisl Vertice EU Africa del 27  novembre 2017 ad Abdijan in Costa d’Avorio, ha risposto alla domanda d’Europa che è sempre più alta, ribadendo che bisogna rafforzare il partenariato, dare certezza ad un piano d’investimenti esterni e migliorare le condizioni di vita, non tralasciando la crescita demografica che si prevede raddoppierà e raggiungerà i due miliardi e 5 cento milioni nel 2050.

Nella dialettica tra passato e futuro, a conclusione, rileviamo e ribadiamo che l’Unione della pace è un successo ed un esempio. Pertanto, è prioritario analizzare i trenta anni di Erasmus con le sue politiche, trasmettendo le conoscenze adeguate per partecipare. Il nostro ciclo seminariale  Europa 2020: Le reti Erasmus ed il ruolo della ricerca tra sviluppo locale, benessere e globalizzazione: informare e formare è certamente un ulteriore momento che completa i contenuti del Modulo didattico. mettendo in evidenza  le conoscenze da trasmettere sugli strumenti finanziari e sulle opportunità per i giovani.

Pasquale Lino Saccà

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