Motori: Toyota guida la corsa all’idrogeno

"Sora" l'autobus Toyota a celle a combustibile.

“Sora” l’autobus Toyota a celle a combustibile.

Entro un anno in Giappone i primi autobus e autocarri a “celle a combustibile”.

La giapponese Toyota Motor punta a mettere in commercio entro un anno autobus e autocarri alimentati a “celle a combustibile” per essere pronta a fornire alla città di Tokyo un centinaio di mezzi pubblici di trasporto in vista delle Olimpiadi del 2020.

La tecnologia delle celle a combustibile è considerata una valida alternativa dei motori elettrici: costa meno e ha una resa superiore. Il problema riguarda però la nascita di una rete di distribuzione, più complicata della rete di distribuzione di energia elettrica. E i giapponesi ci stanno lavorando.

I motori a celle a combustibile sono considerati molto più puliti di quelli elettrici, per il semplice motivo che l’energia elettrica, pulita al momento di consumarla, non lo è altrettanto nella fase di produzione. Le centrali elettriche, come si sa, sfruttano fonti fossili (petrolio, metano, carbone, piuttosto inquinanti), fonti naturali (energia idroelettrica, limitata e in molti casi pericolosa per la necessità di costruire dighe), fonti nucleari, che spaventano per i possibili danni in caso di guasti come Chernobyl e Fukushima, e fonti rinnovabili, come sole e vento, insufficienti e instabili.

I veicoli a celle a combustibile sono alimentati a idrogeno e ossigeno, e producono acqua come sola sostanza di scarto; offrono tempi di ricarica e autonomia superiori alle vetture elettriche, ma necessitano di una rete di infrastrutture di cui ancora nessun paese al mondo è provvisto.

Una cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico in grado di convertire direttamente l’energia chimica in energia elettrica tramite un processo a temperatura costante in cui l’idrogeno viene combinato con l’ossigeno per formare acqua.

Il principio fu scoperto nel 1839 dal fisico inglese William Grove. Con successivi perfezionamenti, si arriva oggi agli attuali motori, studiati e sperimentati da diverse case automobilistiche. L’idrogeno, che non è disponibile in natura e producibile solo attraverso costosi procedimenti chimici, e l’ossigeno vengono ricavati, nei moderni motori, ricorrendo al metano con un costo contenuto.

La Toyota ha presentato la vettura a celle a combustibile “Sora” (“cielo”) all’autosalone di Tokyo dello scorso ottobre. Toyota svilupperà i primi autobus con la nuova tecnologia a partire dal prototipo esibito alla rassegna. L’autobus si muoverà grazie a due motori alimentati da altrettanti gruppi di celle con 10 serbatoi per l’idrogeno da 600 millilitri ciascuno; l’autobus disporrà anche di un allacciamento esterno, che potrà essere utilizzato per fornire 235 chilowatt/ora di energia elettrica in caso di emergenza. L’autobus sarà infine dotato di nuovi sistemi di sicurezza: sarà il primo in Giappone con sistemi di controllo automatizzato dell’accelerazione per prevenire incidenti.

L’obiettivo della Toyota è, ovviamente, anche quello di arrivare per prima nella corsa all’uso di motori a idrogeno, più puliti e più efficienti di tutti quelli usati finora.

Bruno Cossàr

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