Gli studenti ora vanno alla scoperta dei borghi

Intesa tra Beni culturali e Istruzione per visite e gite scolastiche nei mille piccoli scrigni di tesori d’arte –

 

Orta san Giulio

Orta san Giulio

Non soltanto le città d’arte sono da visitare in Italia. Roma, Firenze, Venezia, quelle le conoscono tutti, anche se la conoscenza andrebbe approfondita, senza rimanere fermi al turismo mordi e fuggi. Ci sono anche i mille e più borghi, un altro patrimonio d’arte e bellezza unico al mondo che va valorizzato, facendolo conoscere soprattutto ai giovani, i turisti di domani.

Ed ecco finalmente che il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il dicastero dell’Istruzione hanno sottoscritto un protocollo d’intesa “per un turismo scolastico nei borghi”. Il documento è stato siglato a Roma dai ministri

Dario Franceschini e Valeria Fedeli in occasione dell’evento di chiusura dell’Anno dei borghi.

“Facciamo così un’operazione molto importante per i nostri ragazzi e docenti affinché possano visitare i borghi del Paese ed essere consapevoli del patrimonio culturale che abbiamo”, ha detto la ministra Fedeli.

Per Franceschini, “questo protocollo è il modo migliore per chiudere l’anno dei borghi ed è stato possibile grazie all’individuazione e alla condivisione di linee strategiche”.

Con l’intesa le parti si impegnano a “operare congiuntamente per promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado la conoscenza dei borghi del territorio nazionale e favorire le visite di istruzione e le uscite didattiche”.

Il protocollo prevede la “creazione di occasioni di apprendimento funzionali a favorire la conoscenza diretta e l’esperienza di visita dei

piccoli centri storici presenti sul territorio nazionale; l’adozione di forme di collaborazione per valorizzare e promuovere le vocazioni territoriali, i patrimoni e le risorse culturali locali ed educare i giovani al rispetto dei valori del paesaggio.

“Infine, la diffusione di strumenti di informazione funzionali alla scelta di visite di istruzione che

affianchino esperienze formative alternative alle più tradizionali offerte culturali e turistiche presenti sul territorio”.

Da oggi, quindi, non più solo la visita al Colosseo o la gita a Assisi e alle fonti del Clitumno. Si potrà scegliere, col consiglio dei ministeri, di andare a scoprire i mille borghi italiani, magari cominciando da quelli vicini alla propria città. Ce ne sono di splendidi, ricchi di storia, qui visse un papa, lì nacque un poeta e un po’ dappertutto piccoli scrigni di tesori d’arte. Non c’è che da scegliere la prossima meta.

Bruno Cossàr

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