Scoperta una nuova “stanza” nella piramide di Cheope

piramide-di-cheopeUna cavità, chiamata ScanPyramid Big Void,  lunga  circa  30 metri che si troverebbe sopra la Grande Galleria, uno dei corridoi, il più grande, che connette la Stanza della Regina con la Stanza del Re. Questo grande “vuoto” di cui si sa ancora molto poco è stato scoperto utilizzando  tre differenti tecnologie  e all’interno di tre studi indipendenti l’uno dall’altro.

La scoperta, pubblicata su Nature,  è stata fatta nell’ambito del progetto internazionale  “ScanPyramids” lanciato nell’ottobre del 2015 dal Ministero per le Antichità egiziano,  guidato da un consorzio di cui fanno parte l’Heritage Innovation and Preservation Institute (HIP) e la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Cairo insieme con partner internazionali, tra questi l’Università di Nagoya e l’Università Naval di Quebec.

Obiettivo del progetto, capire meglio la struttura interna della piramide, costruita nella piana di Giza  durante la quarta dinastia dal faraone Khufu (Cheope),  e scoprire se ci sono stanze o corridoi non ancora scoperti. Dal 2015 scienziati  giapponesi, francesi e canadesi stanno, infatti,  scrutando l’interno della piramide avvalendosi di tecniche  non invasive come  la  termografia infrarossa, la ricostruzione 3D e la  muografia. Quest’ultima sviluppata in Giappone dal gruppo di ricerca del Kek, High Energy Acceleretor  research Organization,  rileva  le tracce dei muoni, particelle prodotte dall’interazione dei raggi cosmici nello spazio,  che penetrano  e attraversano la pietra.

La muografia si è rivelata fondamentale nella scoperta della cavità: gli scienziati sanno, infatti,  che i muoni hanno due distinte traiettorie quando si muovono attraverso la pietra e quando  attraverso l’aria e questo ha reso più facile il loro lavoro nel distinguere le cavità dalle parti solide. Le anomalie termiche che erano state osservate sin dalle prime fasi della ricerca, nel novembre  2015 e poi, più tardi,  nel 2016  nelle  varie campagne di rilevazione, hanno intensificato il lavoro dei ricercatori, fino a quando, sulla base delle osservazioni,  hanno  annunciato, nel mese di ottobre, l’individuazione di una cavità , rimasta fino ad ora nascosta, dietro la parete nord e  che potrebbe avere la forma di un corridoio che si insinua all’interno della grande piramide.

Tuttavia, per determinare la forma, l’ampiezza e l’esatta posizione di questo “vuoto” sono necessari studi più approfonditi sui dati raccolti fino alla fine di ottobre 2016. Ancora non si sa quale poteva essere il ruolo di questa “cavità”, ma è certo che la scoperta indica chiaramente come la fisica delle particelle stia diventando un potente strumento d’indagine soprattutto nel campo dell’archeologia.

Rita Lena

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *